"Esci partito dalle tue stanze, torna amico dei ragazzi di strada" Majakovskij

30 novembre 2010

Rifondazione contro l'aumento delle tasse a lavoratori e pensionati

Giorgia Riccò, consigliere comunale di Rifondazione Comunista, ha votato contro la proposta di raddoppio dell'addizionale Irpef proposta dall'amministrazione comunale. Dal 2012, infatti, l'addizionale passerà dallo 0,35 attuali allo 0,6 a prescindere dal reddito. Come al solito saranno i lavoratori dipendenti a pagarne le conseguenze.
Rifondazione aveva proposto di innalzare la soglia di esenzione fino ad un reddito paro o inferiore ai 25.000€ lordi annui (reddito da lavoratore dipendente medio), richiesta poi abbassata a 15.000 €, per poi applicare lo 0,6% ai redditi superiori. Proposta nemmeno presa in considerazione dall'amministrazione e dalla maggioranza che erano disposta solo ad una dichiarazione di intenti, senza cifre, non tecnicamente possibile.
Aumento delle addizionali irpef, fasce irpef ingiuste e inique, federalismo fiscale, evasione fiscale e la probabile riduzione dell'irap scaricano su lavoratori dipendenti e pensionati la riduzione delle tasse a ricchi e imprese. E' ora che si abbassino le tasse a lavoratori dipendenti e pensionati e che chi più ha, più paghi.
Sappiamo da che parte sta il governo Berlusconi. Ancora una volta ci chiediamo, questa amministrazione da che parte sta?

Monicelli, un grande regista, un comunista

Mario Monicelli ha deciso di non essere più in mezzo a noi. Attraverso il cinema - strumento straordinario della modernità - questo esile e grande uomo, con dignità e senso dell'umorismo, si è battuto sempre per la giustizia e l'uguaglianza.
Ha parlato di guerra, di amicizia, di comunismo, di storia, di femminismo, e ancora pochi mesi fa di "rivoluzione". Il suo sguardo è sempre stato quello degli umili, di chi combatte. "La speranza diceva, è una trappola inventata dai padroni. Bisogna avere il coraggio di ribellarsi...e cercare il riscatto che in Italia non c'è mai stato".
Lo vogliamo ricordare così, comunista non pentito, che ci ha onorati con la sua iscrizione a rifondazione e con il sostegno nelle campagne elettorali. Grazie Mario, per il tuo lavoro.

21 ottobre 2010

Rifondazione Comunista contro le retribuzioni immorali del CdA di IREN

di Giorgia Riccò *

Rifondazione Comunista ha portato in Consiglio Comunale a Montecchio Emilia, lunedì 18 ottobre, la questione dei lauti compensi assegnati agli amministratori di IREN. Nell'Ordine del Giorno presentato dal PRC vengono ritenute immorali le scelte assunte dal CdA di IREN circa le retribuzioni di presidente (500 000 euro circa), direttore (400 000 euro), amministratore delegato (470 000 euro) e vicepresidente (70 000 euro) e si chiedeva una riduzione dei compensi fino ad equiparali a quelli che percepisce un Consigliere Regionale dell'Emilia Romagna (non oltre 44 470 euro l'anno).

In un momento come quello attuale risulta fondamentale che la politica dia un segnale forte di riduzione dei suoi costi e i proponenti dell'ordine del giorno chiedevano al Sindaco, che insieme agli altri sindaci reggiani rappresenta una parte considerevole dell'azionariato pubblico di IREN, di farsene portavoce.

Va premesso che ai primi di ottobre, il consiglio di amministrazione aveva già votato una irrisoria autoriduzione del 10% dei compensi, come richiesta dalla maggior parte dei Sindaci reggiani, e tra questi anche il Sindaco di Montecchio, ma era una riduzione prevista su un aumento dei compensi di quasi il 50% rispetto a quelli percepiti dagli stessi amministratori prima della fusione Iride – Enia; vale a dire, con un aumento di compensi "solo" del 40%, si fa poca fatica a sembrare democratici concedendo di rinunciare ad una piccola fetta!

La condivisione, sperata e prevedibile, di un ordine del giorno che avanzava richieste di sobrietà che dovevano superare le divisioni politiche, non è arrivata se non a parole; come troppe altre volte ci è toccato vedere, al momento del voto, una maggioranza confusa ed impreparata sugli argomenti oggetto di discussione, non ha avuto il coraggio di sostanziare le frasi in scelte concrete e conseguenti azioni. L'ordine del giorno è stato quindi bocciato dopo generiche accuse rivolte ai presentatori di fare facile demagogia sulle difficoltà economiche dei cittadini, e di porre limitazioni eccessive ai lauti compensi, senza considerare che ciò potrebbe compromettere la qualità del servizio essenziale offerto dalla multiutility.

Riteniamo che il diritto – dovere di controllo degli azionisti pubblici debba essere esercitato, a maggior ragione in considerazione dell'essenzialità dei servizi offerti (energia elettrica, gas, teleriscaldamento, servizi idrici, servizi ambientali), in modo rigoroso ed intransigente, non trascurando di conoscere ed intervenire anche sulle retribuzioni di un intoccabile apparato – casta
dirigente.

* Capogruppo Rifondazione Comunista - Comune di Montecchio Emilia

18 ottobre 2010

Centralità della scuola pubblica e finanziamenti alle scuole private

All'apertura del nuovo anno scolastico l'Italia si è svegliata agli ultimi posti, tra i paesi dell'OCSE, per investimenti nella pubblica istruzione; dopo noi c'è solo la Slovacchia mentre meglio di noi fa persino il Brasile. In percentuale, per rendere l'idea, solo il 9% della nostra spesa pubblica è destinato alla scuola, mentre la media degli altri Stati appartenenti all'OCSE è del 13,3%.
Per la nostra Provincia questo si traduce in: 150 docenti in meno nelle scuole di ogni ordine e grado; aumento degli alunni per classe; riduzione progressiva del tempo scuola nelle primarie, dalle trenta alle ventisette ore settimanali, in barba alle diverse richieste delle famiglie e nonostante l'impegno, pubblicamente preso dalla ministra, a rispettare le scelte espresse dai genitori; frammentazione delle ore dei docenti, per poter coprire spezzoni orari rimasti scoperti su diverse classi (alla faccia dell'insegnante unico!); drastica riduzione del personale ausiliario e tecnico amministrativo, con la conseguenza che alcuni Istituti Comprensivi non riusciranno a garantire la sorveglianza dei bambini o i servizi minimi per il corretto funzionamento delle scuole; carenza di fondi per attivazione di progetti e/o laboratori che qualificano l'offerta formativa.
Tutto questo mentre la Ministra dichiara di voler disegnare, per la figlia, una scuola migliore (probabilmente non si riferisce a quella pubblica!) e definisce "piaga sociale" tutti quei precari che per decenni hanno garantito il funzionamento della scuola pubblica ad ogni apertura d'anno; ma tutto procede come programmato, i dirigenti scolastici hanno avuto indicazione di placare le eventuali proteste dei docenti e contenere quelle dei genitori, mentre il piano triennale di riduzione dei posti di lavoro sta inesorabilmente compiendosi.
Sia ben chiaro però che questo non avviene "in assenza degli italiani", come ama ripetere Gherardo Colombo nel suo peregrinare tra le scuole italiane, dobbiamo assumerci direttamente tutta la responsabilità di ciò che accade, poiché lo abbiamo voluto, non solo votando ma soprattutto omettendo, omettendo di votare, omettendo di partecipare, omettendo di formare le giovani generazioni; la palla passa allora alle Amministrazioni locali, primo interfaccia tra i cittadini e lo Stato, cui chiediamo di sopperire ai tagli che gravano sulla pubblica istruzione, con risorse compensative (come chiede lo stesso PD, in quelle amministrazioni nelle quali si trova all'opposizione), senza sottrarsi alle proprie responsabilità poiché occuparsi della qualità della scuola pubblica, oggi più che mai, significa rioccuparsi del nostro futuro, investire nei valori, preparare gli anticorpi.
La crisi economica, la perdita di occupazione, hanno costretto molte famiglie, dei comuni della provincia, a rinunciare alla scuola a tempo pieno per le difficoltà a far fronte alle rette della mensa, così come molte sono state e saranno costrette a non iscrivere i propri figli ad uscite didattiche, corsi sportivi o ricreativi, campi estivi (per molti, unica alternativa alla strada durante il lungo periodo di chiusura delle scuole), non avere a cuore tutte queste situazioni, non intervenire con sovvenzioni che qualifichino maggiormente il tempo di permanenza a scuola e rafforzino l'offerta formativa, non incrementare gli educatori a fronte dei tagli agli insegnanti di sostegno, operati dal governo, significa confermare il disvalore che la cultura sia solo per chi se la può permettere e che non esista una scuola realmente di tutti e per tutti. Se tutto ciò avvenisse senza che le amministrazioni locali tentassero il tutto per tutto, avremo perso non soltanto le migliori scuole che hanno suscitato l'invidia di pedagogisti di fama mondiale, oltre tutto ciò che è stato frutto di lotte, conquiste, ricerche, confronto, ma soprattutto avremo perso la fiducia nel futuro delle nuove generazioni, la fiducia nella possibilità di cambiamento e quindi la partecipazione. Ci stiamo giocando una generazione, per questo crediamo, oggi più che mai, sia necessario che l'Amministrazione concentri le risorse economiche destinate alla scuola, solo sulla scuola pubblica, l'unica colpita dai tagli statali; d'altronde se la coperta è corta bisogna avere il coraggio di scegliere da che parte tirarla!

19 luglio 2010

Le tre ragioni del no

Lunedì scorso in Consiglio Comunale, si è votato il rinnovo della convenzione tra il Comune di Montecchio Emilia e le scuole d'infanzia autonome "Santa Dorotea" e "San Domenico Savio". Rifondazione Comunista, come molti sanno, è contraria a sovvenzionare le scuole private ma questa volta, ne siamo sicuri, il voto contrario è, a maggior ragione, largamente condivisibile.

Tre sostanzialmente le ragioni del no: una di carattere economico, una nel merito della convenzione ed una, concedetecelo, più strettamente "ideologica".

In merito alla questione economica, non vi è chi non conosca (e la x posta sul palazzo comunale è lì per ricordarcelo!) le paventate difficoltà economiche con le quali si troveranno a fare i conti gli Enti Locali in seguito all'approvata manovra finanziaria, ciò induce a ritenere che nessuna Amministrazione potrà agevolmente garantire gli importi promessi nella convenzione (72.000 euro per il 2010, 78.500 per il 2011, 85.000 per il 2012 cui vanno aggiunti ulteriori contributi per interventi edilizi pari a 25.000 per il 2010, 20.000 per il 2011, 15.000 per il 2012); senza considerare poi che i tagli già caduti sulla scuola pubblica (8 miliardi di euro in meno, minor personale docente ed ausiliario, tagli agli insegnanti di sostegno, tagli ai Fondi di Istituto…) richiederanno interventi compensativi da parte dell'Ente, quali :aumento degli educatori per garantire il diritto allo studio degli alunni disabili, finanziamento di progetti qualificanti che la scuola non potrà più permettersi, cancelleria, materiale didattico o anche semplicemente detersivi per la pulizia degli edifici… in sostanza si prefigura un periodo nel quale la scuola pubblica necessiterà di maggiori stanziamenti ed essendo la coperta alquanto corta, si tratta di decidere da che parte è meglio tirarla!

La seconda motivazione attiene strettamente ai contenuti della convenzione che sancisce generici impegni per l'Ente Gestore (le scuole private, n.d.r.) il cui adempimento sarà difficilmente verificabile da parte del Comune, visto che la Cmmissione Paritetica, organo che dovrebbe monitorare e verificare l'applicazione della convenzione, dal 2007 ad oggi non si è mai riunita! Quindi nessuno hai mai potuto verificare che, ad esempio, l'impegno ad accogliere tutti i bambini senza discriminazione di condizioni personali o sociali (uno solo è l'alunno disabile inserito dal 2007 ad oggi!) fosse assolto; che il personale fosse adeguatamente formato e preparato (almeno quanto quello comunale che segue meticolosamente corsi di aggiornamento); che il servizio privato fosse in coordinazione, confronto e dialogo con gli altri, onde evitare che rimanesse in isolata pretesa autosufficienza. Nessuno lo ha mai controllato, almeno non l'organo deputato a farlo! Chi ci garantisce che da domani sarà tutto diverso, che i controlli saranno puntuali e che il denaro di tutti i contribuenti (perché di ciò si tratta: denaro di tutti, degli italiani, degli stranieri, dei cristiani, dei mussulmani, degli atei etc etc…) sarà effettivamente investito per arricchire il sistema formativo di una parte in più, perfettamente integrata ed in collaborazione con le altre?

Per l'ultima motivazione abbiamo preferito scomodare uno dei più alti padri della Costituzione Italiana, Piero Calamandrei: "… la scuola pubblica è il prius, quella privata è il posterius. Per aversi una scuola privata buona, bisogna che quella dello Stato sia ottima … quando la scuola pubblica è così forte e sicura, allora, ma soltanto allora, la scuola privata non è pericolosa … ma rendiamoci ben conto che mentre la scuola pubblica è espressione di unità, di coesione, di uguaglianza civica, la scuola privata è espressione di varietà, che può voler dire eterogeneità di correnti decentratrici, che lo Stato deve impedire divengano correnti disgregatrici. La scuola privata, in altre parole, non è creata per questo. La scuola della Repubblica, la scuola dello Stato, non è la scuola di una filosofia, di una religione, di un partito, di una setta. Quindi, perché le scuole private sorgendo possano essere un bene e non un pericolo, occorre che lo Stato le sorvegli e le controlli e che sia neutrale, imparziale tra esse, che non favorisca un gruppo di scuole private a danno di altre …" ( tratto dal discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell'Associazione a difesa della scuola nazionale, 1950).


Giorgia Riccò – Capogruppo PRC Consiglio Comunale Montecchio Emilia
Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
Circolo "Lucio Libertini" Montecchio Emilia
prc.montecchio@gmail.com
Facebook: Prc Montecchio Emilia

Economia e Politica