"Esci partito dalle tue stanze, torna amico dei ragazzi di strada" Majakovskij

09 giugno 2026

Sulla Variante Nord - Tangenziale Nord di Montecchio Emilia

Questa sera si รจ svolto il Consiglio Comunale di Montecchio Emilia con, all'ordine del giorno, l'approvazione della Variante Nord (Tangenziale Nord).

Rifondazione Comunista e Montecchio Bene Comune si sono sempre dichiarati contrari a questo progetto e in particolare a questo tracciato.

Questo l'intervento del nostro Capogruppo Paolino Russo con dichiarazione di voto contrario.

Lo diciamo con chiarezza: non contestiamo la correttezza formale del procedimento amministrativo che viene oggi portato in ratifica.

Sappiamo che la Conferenza dei Servizi si รจ conclusa positivamente, che gli enti coinvolti hanno espresso i propri pareri e che l'iter previsto dall'articolo 53 della Legge Regionale 24 del 2017 รจ stato seguito.

๐—œ๐—น ๐—ป๐—ผ๐˜€๐˜๐—ฟ๐—ผ ๐˜ƒ๐—ผ๐˜๐—ผ ๐—ฐ๐—ผ๐—ป๐˜๐—ฟ๐—ฎ๐—ฟ๐—ถ๐—ผ ๐—ฒ̀ ๐—ถ๐—ป๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฐ๐—ฒ ๐˜‚๐—ป ๐˜ƒ๐—ผ๐˜๐—ผ ๐—ฝ๐—ผ๐—น๐—ถ๐˜๐—ถ๐—ฐ๐—ผ ๐—ฒ ๐—ฑ๐—ถ ๐—บ๐—ฒ๐—ฟ๐—ถ๐˜๐—ผ.

รˆ un voto contrario ad una scelta che continua a consumare territorio agricolo, cioรจ vigne, prati stabili, foraggio per Il Parmigiano Reggiano, a frammentare il paesaggio e ad alimentare un modello di sviluppo che consideriamo superato.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un cambiamento profondo nel dibattito ambientale.
Sempre piรน studiosi, urbanisti, agronomi e associazioni ricordano un principio semplice:
il suolo non รจ una merce di scambio.
Il suolo non รจ uno spazio vuoto da occupare fino a quando ce n'รจ disponibile.
รˆ una risorsa non rinnovabile.
รˆ un bene comune.
รˆ ciรฒ che regola il ciclo dell'acqua, assorbe carbonio, ospita biodiversitร , sostiene l'agricoltura e contribuisce alla qualitร  della vita delle comunitร .

๐—ค๐˜‚๐—ฎ๐—ป๐—ฑ๐—ผ ๐—ฐ๐—ผ๐—ป๐˜€๐˜‚๐—บ๐—ถ๐—ฎ๐—บ๐—ผ ๐˜€๐˜‚๐—ผ๐—น๐—ผ ๐—ป๐—ผ๐—ป ๐˜€๐˜๐—ถ๐—ฎ๐—บ๐—ผ ๐˜€๐—ฒ๐—บ๐—ฝ๐—น๐—ถ๐—ฐ๐—ฒ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ฒ ๐˜€๐—ฝ๐—ผ๐˜€๐˜๐—ฎ๐—ป๐—ฑ๐—ผ ๐˜‚๐—ป๐—ฎ ๐—น๐—ถ๐—ป๐—ฒ๐—ฎ ๐˜€๐˜‚ ๐˜‚๐—ป๐—ฎ ๐—บ๐—ฎ๐—ฝ๐—ฝ๐—ฎ ๐˜‚๐—ฟ๐—ฏ๐—ฎ๐—ป๐—ถ๐˜€๐˜๐—ถ๐—ฐ๐—ฎ.
Stiamo cancellando servizi ecosistemici che la natura ci fornisce gratuitamente.

Su questo punto i dati di ISPRA sono molto chiari.
La perdita di servizi ecosistemici generata dal consumo di suolo viene stimata mediamente in circa 100.000 euro all'anno per ogni ettaro trasformato.
Sono costi che non compaiono nei bilanci comunali.
Non li vediamo in una delibera.
Non li vediamo in un quadro economico.
Ma esistono.

Li pagano i cittadini sotto forma di maggiore vulnerabilitร  climatica, minore capacitร  di drenaggio delle acque, perdita di fertilitร  dei terreni, riduzione della biodiversitร  e peggioramento della qualitร  ambientale.
Per questo riteniamo che ogni nuova infrastruttura debba essere valutata non solo per il costo di realizzazione, ma anche per il costo ambientale che lascia alle generazioni future.

Oggi invece ci troviamo di fronte ad una nuova infrastruttura che sottrae ulteriormente territorio agricolo in un contesto giร  fortemente compromesso.
Un contesto nel quale, contemporaneamente, รจ in corso il dibattito sull'ampliamento della Cava Spalletti.

Non รจ un caso che l'unico dissenso formalmente richiamato nella Conferenza dei Servizi sia stato quello del Consorzio di Miglioramento Fondiario del Canale Vernazza, che ha esplicitamente collegato la nuova viabilitร  nord all'estensione della cava.

รˆ un collegamento che questa amministrazione continua a minimizzare, ma che emerge chiaramente dalle osservazioni e dalle preoccupazioni espresse da diversi soggetti del territorio.

C'รจ poi un ulteriore elemento che ci porta a ritenere questa scelta sbagliata.

Noi continuiamo a non vedere una dimostrazione convincente del fatto che questa infrastruttura sia realmente necessaria nell'interesse della comunitร .

Al contrario, osservando il tracciato e il contesto territoriale in cui si inserisce, appare evidente come i principali beneficiari dell'opera siano le attivitร  estrattive presenti e future.

Per questo riteniamo che ๐—น๐—ฎ ๐˜€๐—ผ๐—น๐˜‚๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ ๐—ฝ๐—ถ๐˜‚̀ ๐—น๐—ผ๐—ด๐—ถ๐—ฐ๐—ฎ ๐˜€๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ๐—ฏ๐—ฏ๐—ฒ ๐—ฐ๐—ผ๐—ป๐˜€๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ถ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ฎ๐—ถ ๐˜€๐—ผ๐—ด๐—ด๐—ฒ๐˜๐˜๐—ถ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ถ๐˜ƒ๐—ฎ๐˜๐—ถ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐˜๐—ฟ๐—ฎ๐—ด๐—ด๐—ผ๐—ป๐—ผ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ผ๐—ณ๐—ถ๐˜๐˜๐—ผ ๐—ฑ๐—ฎ๐—น๐—น'๐—ฎ๐˜๐˜๐—ถ๐˜ƒ๐—ถ๐˜๐—ฎ̀ ๐—ฒ๐˜€๐˜๐—ฟ๐—ฎ๐˜๐˜๐—ถ๐˜ƒ๐—ฎ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ฎ๐—ฑ๐—ฒ๐—ด๐˜‚๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ฒ ๐—ฎ๐˜€๐—ณ๐—ฎ๐—น๐˜๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ ๐—น๐—ฎ ๐˜ƒ๐—ถ๐—ฎ๐—ฏ๐—ถ๐—น๐—ถ๐˜๐—ฎ̀ ๐—ฒ๐˜€๐—ถ๐˜€๐˜๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ฒ, ๐˜€๐—ผ๐˜€๐˜๐—ฒ๐—ป๐—ฒ๐—ป๐—ฑ๐—ผ๐—ป๐—ฒ ๐—ถ๐—ป๐˜๐—ฒ๐—ด๐—ฟ๐—ฎ๐—น๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ฒ ๐—ถ ๐—ฐ๐—ผ๐˜€๐˜๐—ถ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ฟ๐—ฒ๐—ฎ๐—น๐—ถ๐˜‡๐˜‡๐—ฎ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ ๐—ฒ ๐—บ๐—ฎ๐—ป๐˜‚๐˜๐—ฒ๐—ป๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ.
In questo modo si eviterebbe di consumare nuovo suolo agricolo, di realizzare una nuova infrastruttura pubblica e di trasferire sulla collettivitร  costi che dovrebbero gravare su chi trae beneficio economico dall'attivitร  stessa.

L'Amministrazione sostiene che la viabilitร  esistente non sarebbe idonea a sopportare il traffico pesante.
Tuttavia, ad oggi, non risulta sia stata resa pubblica alcuna documentazione tecnica che dimostri questa affermazione.
Al contrario, รจ un fatto che quella viabilitร  sia stata percorsa quotidianamente per anni dai mezzi pesanti legati alle attivitร  estrattive.

C'รจ poi una questione che non ha mai ricevuto una risposta convincente.
Nel Piano Strutturale Comunale approvato nel 2014 era giร  previsto un diverso tracciato.
Un percorso piรน breve e accompagnato da una fascia di rispetto di 100 metri dalle abitazioni, da un bosco urbano e da attraversamenti per la fauna.
๐—ข๐—ด๐—ด๐—ถ ๐—ฐ๐—ถ ๐˜๐—ฟ๐—ผ๐˜ƒ๐—ถ๐—ฎ๐—บ๐—ผ ๐—ถ๐—ป๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฐ๐—ฒ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ณ๐—ฟ๐—ผ๐—ป๐˜๐—ฒ ๐—ฎ๐—ฑ ๐˜‚๐—ป๐—ฎ ๐˜€๐—ผ๐—น๐˜‚๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ ๐˜๐—ผ๐˜๐—ฎ๐—น๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ฒ ๐—ฑ๐—ถ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐˜€๐—ฎ ๐—ถ๐—ป ๐—ฐ๐˜‚๐—ถ ๐—ฎ๐—ฑ๐—ฑ๐—ถ๐—ฟ๐—ถ๐˜๐˜๐˜‚๐—ฟ๐—ฎ ๐—น๐—ฎ ๐˜๐—ถ๐—ฝ๐—ผ๐—น๐—ผ๐—ด๐—ถ๐—ฎ ๐—ฑ๐—ถ ๐˜ƒ๐—ถ๐—ฎ๐—ฏ๐—ถ๐—น๐—ถ๐˜๐—ฎ̀ ๐—ฒ̀ ๐—ฑ๐—ฒ๐—ฐ๐—น๐—ฎ๐˜€๐˜€๐—ฎ๐˜๐—ฎ ๐—ฑ๐—ฎ ๐—– ๐—ฎ ๐—™๐Ÿญ ๐—ฐ๐—ผ๐—ป ๐—น๐—ฎ ๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฑ๐—ถ๐˜๐—ฎ ๐—ฑ๐—ถ ๐˜๐˜‚๐˜๐˜๐—ฒ ๐—น๐—ฒ ๐˜๐˜‚๐˜๐—ฒ๐—น๐—ฒ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฒ๐˜ƒ๐—ถ๐˜€๐˜๐—ฒ: ๐˜‡๐—ผ๐—ป๐—ฎ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ฟ๐—ถ๐˜€๐—ฝ๐—ฒ๐˜๐˜๐—ผ, ๐—ฏ๐—ผ๐˜€๐—ฐ๐—ผ ๐—ฒ ๐—ฎ๐˜๐˜๐—ฟ๐—ฎ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐˜€๐—ฎ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ถ ๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ ๐—น๐—ฎ ๐—ณ๐—ฎ๐˜‚๐—ป๐—ฎ.
Ci chiediamo per quale motivo quella previsione sia stata abbandonata.
Quali valutazioni tecniche, ambientali ed economiche abbiano portato a questa scelta.
Quale confronto sia stato svolto tra le diverse alternative.
E soprattutto perchรฉ i cittadini non siano mai stati realmente coinvolti in questa decisione.

๐—ฅ๐—ถ๐˜๐—ฒ๐—ป๐—ถ๐—ฎ๐—บ๐—ผ ๐—ถ๐—ป๐—ผ๐—น๐˜๐—ฟ๐—ฒ ๐—ฑ๐—ถ๐˜€๐—ฐ๐˜‚๐˜๐—ถ๐—ฏ๐—ถ๐—น๐—ฒ ๐—น๐—ฎ ๐˜€๐—ฐ๐—ฒ๐—น๐˜๐—ฎ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ฟ๐—ถ๐—ฐ๐—ผ๐—ฟ๐—ฟ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ฎ๐—ฑ ๐˜‚๐—ป ๐—ฝ๐—ฟ๐—ผ๐—ฐ๐—ฒ๐—ฑ๐—ถ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ผ ๐˜€๐˜๐—ฟ๐—ฎ๐—ผ๐—ฟ๐—ฑ๐—ถ๐—ป๐—ฎ๐—ฟ๐—ถ๐—ผ ๐—ฒ ๐—ฎ๐—ฐ๐—ฐ๐—ฒ๐—น๐—ฒ๐—ฟ๐—ฎ๐˜๐—ผ.
รˆ la prima volta che a Montecchio viene utilizzato uno strumento di questo tipo.
Formalmente tutto รจ legittimo.
Politicamente, perรฒ, il risultato รจ evidente.
Si รจ ridotto al minimo il confronto pubblico.
Si รจ concentrata la discussione all'interno della Conferenza dei Servizi.
Si รจ trasformata una scelta destinata a modificare il territorio per decenni in un procedimento tecnico-amministrativo.
๐—ค๐˜‚๐—ฒ๐˜€๐˜๐—ฎ ๐—ฎ๐—บ๐—บ๐—ถ๐—ป๐—ถ๐˜€๐˜๐—ฟ๐—ฎ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ ๐—ฐ๐—ผ๐—ป๐˜€๐—ถ๐—ฑ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฎ ๐—น๐—ฎ ๐—ฝ๐—ฎ๐—ฟ๐˜๐—ฒ๐—ฐ๐—ถ๐—ฝ๐—ฎ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ ๐—ฑ๐—ฒ๐—ถ ๐—ฐ๐—ถ๐˜๐˜๐—ฎ๐—ฑ๐—ถ๐—ป๐—ถ ๐˜‚๐—ป ๐—ผ๐˜€๐˜๐—ฎ๐—ฐ๐—ผ๐—น๐—ผ ๐—ฑ๐—ฎ ๐—ฎ๐—ด๐—ด๐—ถ๐—ฟ๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ, mentre dovrebbe essere il fondamento delle scelte che incidono sul territorio.

Esempio di questo modo di agire รจ la scelta di organizzare l’assemblea pubblica sull’argomento dopo il consiglio comunale.

In tutta questa vicenda colpisce inoltre il silenzio dell'Assessore all'Ambiente.
Parliamo di una delle piรน rilevanti trasformazioni territoriali degli ultimi anni.
Di consumo di suolo.
Di impatti paesaggistici.
Di biodiversitร .
Del rapporto tra nuova viabilitร  e ampliamento delle attivitร  estrattive.
Eppure non ricordiamo prese di posizione pubbliche, approfondimenti o valutazioni ambientali espresse con chiarezza dall'Assessore competente.
Riteniamo che questo silenzio rappresenti una grave assunzione di responsabilitร  politica.
Quando sono in gioco il territorio, il paesaggio e il futuro ambientale della comunitร , chi ha deleghe ambientali dovrebbe essere la voce piรน forte e piรน presente nel dibattito pubblico.

Da anni ci viene detto che ogni nuova trasformazione del territorio sarร  compensata.
Che ci saranno recuperi ambientali, mitigazioni, rimboschimento.
Ma la domanda rimane sempre la stessa:
chi controlla davvero?
Chi verifica annualmente l'effettivo stato dei recuperi ambientali?
Chi verifica il rispetto delle quote di scavo?
Chi verifica il rispetto degli impegni ambientali assunti?
Perchรฉ una compensazione ambientale esiste solo se viene monitorata, misurata e resa pubblica.
Altrimenti rimane una promessa.

Per tutte queste ragioni il nostro voto sarร  contrario.
Vogliamo perรฒ rivolgere un appello ai colleghi consiglieri.
Al di lร  delle appartenenze politiche, delle discipline di gruppo e delle maggioranze numeriche, chiediamo a ciascuno di interrogarsi sul significato di questo voto.
Non stiamo decidendo soltanto una variante urbanistica.
Stiamo decidendo quale idea di territorio vogliamo lasciare ai nostri figli e ai nostri nipoti.
Ogni strada puรฒ essere costruita.
Ogni campo agricolo puรฒ essere trasformato.
Ogni ettaro di suolo puรฒ essere consumato.
Ma nessuno di questi processi รจ reversibile.
Il suolo che perdiamo oggi non tornerร  piรน.

Chiediamo quindi a tutti i consiglieri di votare secondo coscienza.
Di chiedersi se questa sia davvero l'unica soluzione possibile.
Di chiedersi se il beneficio atteso giustifichi il costo ambientale che stiamo imponendo alla comunitร .
Di chiedersi se sia giusto spendere risorse pubbliche per un'opera che favorisce principalmente interessi privati.
Di chiedersi se sia giusto sacrificare altro territorio agricolo quando esistono alternative meno impattanti.
E di ricordare che il mandato che abbiamo ricevuto dai cittadini non รจ soltanto amministrare il presente, ma custodire il territorio per il futuro.
Noi crediamo che questa delibera vada nella direzione sbagliata.

๐—ง๐—ฟ๐—ฎ ๐—พ๐˜‚๐—ฎ๐—น๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฎ๐—ป๐—ป๐—ผ ๐—ป๐—ฒ๐˜€๐˜€๐˜‚๐—ป๐—ผ ๐—ฟ๐—ถ๐—ฐ๐—ผ๐—ฟ๐—ฑ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฎ̀ ๐—ถ๐—น ๐—ฟ๐—ถ๐˜€๐˜‚๐—น๐˜๐—ฎ๐˜๐—ผ ๐—ป๐˜‚๐—บ๐—ฒ๐—ฟ๐—ถ๐—ฐ๐—ผ ๐—ฑ๐—ถ ๐—พ๐˜‚๐—ฒ๐˜€๐˜๐—ฎ ๐˜ƒ๐—ผ๐˜๐—ฎ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ.
๐—ฅ๐—ถ๐—บ๐—ฎ๐—ฟ๐—ฟ๐—ฎ๐—ป๐—ป๐—ผ ๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ๐—ผ̀ ๐˜€๐˜‚๐—น ๐˜๐—ฒ๐—ฟ๐—ฟ๐—ถ๐˜๐—ผ๐—ฟ๐—ถ๐—ผ ๐—ด๐—น๐—ถ ๐—ฒ๐—ณ๐—ณ๐—ฒ๐˜๐˜๐—ถ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฎ ๐˜€๐—ฐ๐—ฒ๐—น๐˜๐—ฎ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐˜€๐˜๐—ถ๐—ฎ๐—บ๐—ผ ๐—ฐ๐—ผ๐—บ๐—ฝ๐—ถ๐—ฒ๐—ป๐—ฑ๐—ผ ๐—พ๐˜‚๐—ฒ๐˜€๐˜๐—ฎ ๐˜€๐—ฒ๐—ฟ๐—ฎ.

Per questo voteremo convintamente contro.

30 gennaio 2026

In risposta all'articolo del Resto del Carlino del 29/06/2026

 

Nell’articolo pubblicato dal Resto del Carlino il 29/01/2026, sulla vicenda della mensa del "Franchini", il sig. Margini ha ammesso che non si รจ parlato dell’argomento durante un Consiglio Comunale, ma che il confronto tra il Sindaco e il cuoco dell’Ospedale Franchini sarebbe stato informale e sulle basi delle voci che circolavano. 


Si tratta esattamente di quanto abbiamo scritto nella nostra lettera ai media di lunedรฌ 26 gennaio scorso. 

Nella lettera, peraltro integralmente disponibile sul nostro sito e sui social network, Margini non viene accusato di “fake news” ma che, essendo informato della questione, non abbia valutato di sollevare la questione in Consiglio Comunale con una interrogazione alla maggioranza.


A Montecchio Bene Comune non possono essere attribuite polemiche sterili o accusa di “fake news”


Abbiamo espresso in modo chiaro la nostra posizione:

Su temi come questi, che riguardano la collettivitร , occorre occuparsene in modo serio e nelle sedi opportune.

Noi siamo dalla parte dei dipendenti dell’Ospedale Franchini e l’abbiamo espresso con la mozione che abbiamo presentato e che discuteremo al prossimo Consiglio Comunale. 


Sarร  il momento in cui potremo verificare chi agisce in modo strumentale e chi ha realmente a cuore il nostro ospedale, i suoi lavoratori e i suoi utenti.

Auspichiamo che la sospensione del provvedimento di chiusura della mensa ospedaliera, originariamente prevista per il 2 febbraio, sia l’inizio di un confronto serio fra sindacati e azienda.

28 gennaio 2026

No alla chiusura della Mensa dell'Ospedale



 




In relazione agli articoli apparsi nei giorni scorsi sulla mensa dell’ospedale Franchini e in particolare alle dichiarazioni del consigliere Antonio Margini, riteniamo necessario fare chiarezza su alcuni punti, per rispetto della veritร  dei fatti e dei cittadini.

Nel corso dei consigli comunali di Montecchio Emilia degli ultimi mesi non risulta esserci mai stata alcuna discussione sulla questione della mensa dell’ospedale Franchini. Le registrazioni delle sedute, pubblicamente accessibili, lo dimostrano senza ambiguitร .

Se invece, la conversione tra il Sindaco e un dipendente dell’ospedale sulla mensa a cui si riferisce il consigliere Margini nell'articolo del Resto del Carlino del 20/01/2026, รจ avvenuta in via informale, e lui vi ha assistito o ne รจ stato informato, allora รจ evidente che lo stesso Margini, pur essendone a conoscenza ha scelto di non sollevare il problema nelle sedi istituzionali competenti.

Se questo episodio venisse confermato si evidenzierebbe una totale mancanza di senso istituzionale del Sindaco nel trattare un tema di tale rilevanza come se fosse un argomento da bar.

Riteniamo che la tutela della sanitร  pubblica e dei servizi ospedalieri non possa essere terreno di polemica strumentale o di rimpallo di responsabilitร . La mensa non รจ un servizio accessorio: รจ parte integrante dell’organizzazione del lavoro, delle condizioni di chi opera quotidianamente in ospedale e, indirettamente, della qualitร  dell’assistenza ai cittadini.

Per questo motivo il gruppo consiliare Montecchio Bene Comune ha presentato una mozione in consiglio comunale sulla vicenda della mensa dell’ospedale Franchini, con l’obiettivo di impegnare l’amministrazione a un ruolo attivo di tutela del presidio sanitario e dei lavoratori coinvolti. Una mozione che intendiamo condividere con tutte le forze politiche che hanno a cuore la difesa della sanitร  pubblica, al di lร  delle appartenenze.

Su temi cosรฌ delicati servono serietร , trasparenza e responsabilitร . รˆ su questo terreno che intendiamo misurarci. 




01 dicembre 2025

Sulla variante al Piano delle Attivitร  Estrattive (PAE) del Comune di Montecchio Emilia

La variante al Piano delle Attivitร  Estrattive (PAE) votata dal Consiglio Comunale del 1° Dicembre 2025, al di lร  dei tecnicismi e dei rimandi normativi, porta con sรฉ una scelta politica chiara: incrementare ancora l’attivitร  di escavazione in un territorio che da decenni subisce un consumo di suolo, di aria e di paesaggio che non รจ piรน sostenibile.

Una scelta che non condividiamo nรฉ nel merito nรฉ nel metodo.


1. Un procedimento accelerato che ha sacrificato la partecipazione reale

La delibera ammette apertamente che non si รจ proceduto alla consultazione preliminare, “in considerazione dell’urgenza”. Eppure, stiamo parlando di un piano che incide profondamente sull’ambiente, sulla salute, sulla viabilitร , sul futuro del nostro territorio.


Quando il Comune evita la consultazione preliminare, quando convoca una sola presentazione pubblica “con modalitร  non tecniche” due giorni dopo la chiusura delle osservazioni alla Regione Emilia-Romagna, quando di fatto scarica la responsabilitร  sulla cittadinanza senza darle strumenti, questo non รจ un processo partecipativo, ma una formalitร .


E il fatto che siano arrivate in comune solo le nostre osservazioni non dimostra consenso: dimostra sfiducia e difficoltร  ad accedere a documenti tecnici di centinaia di pagine.

Questa variante รจ figlia di un metodo opaco, di una accelerazione dettata dai fabbisogni delle imprese, non dai bisogni della comunitร .


2. La logica dell’emergenza permanente sugli inerti

Da anni sentiamo ripetere che bisogna “rispondere al fabbisogno di inerti del bacino Enza”.Ma questo fabbisogno non รจ una variabile atmosferica: รจ il prodotto di scelte di modello produttivo basate su un uso massiccio di calcestruzzo, impermeabilizzazione, grandi opere ad alto impatto.


In piรน, questa variante, mentre parla di “fabbisogni emersi negli ultimi anni”, non fornisce una chiara analisi comparativa con alternative a basso impatto.

Siamo al paradosso: mentre Regione ed Europa parlano di economia circolare, il nostro Comune continua a inseguire il modello degli anni ’80, basato su cave e camion.


3. Impatti ambientali sottostimati nella VALSAT (Valutazione di Sostenibilitร  Ambientale e Territoriale)

La VALSAT allegata al piano, pur corretta formalmente, รจ sorprendentemente ottimistica sugli impatti:

  • conferma continuitร  estrattiva, come se il territorio fosse inesauribile;
  • minimizza l’aumento di polveri sottili e rumore;
  • inquadra il traffico pesante aggiuntivo come “sostenibile”.

·       Ma noi sappiamo che:

  • l’area รจ giร  attraversata da traffico intenso;
  • l’apertura di nuove cave o l’ampliamento delle esistenti implica decenni di perdita di qualitร  ambientale;
  • il recupero finale, quando e se avverrร , non restituirร  mai l’ecosistema originario.

L’impatto cumulativo, non quello dell’intervento isolato, รจ la grande assente.

E un piano che non considera gli effetti complessivi sull’Enza, sulle falde, sulla viabilitร , non puรฒ essere definito “sostenibile”.


4. Una pianificazione che si piega alle necessitร  di pochi operatori

Il documento parla di “mettere a disposizione il materiale per opere pubbliche in programma”.Sappiamo bene perรฒ che l'enorme volume di inerti estratti non servirร  solo a quelle opere.


Non ci sono vincoli su come i materiali estratti saranno utilizzati.

E soprattutto, questa variante nasce per soddisfare il fabbisogno di specifici operatori privati, ai quali viene di fatto garantita continuitร  produttiva per anni.


Il Comune, invece di governare l’economia del territorio, ne subisce le pressioni.

Non รจ un Piano delle Attivitร  Estrattive: รจ un Piano per la continuitร  delle imprese estrattive.


5. Consumo di suolo e giustizia ambientale

Ogni nuova escavazione significa:

  • suolo agricolo perso
  • biodiversitร  ridotta
  • paesaggio frammentato
  • comunitร  locali impattate dal traffico

Parliamo sempre di “tutela del territorio”, ma poi lo svendiamo un chilometro alla volta.

Una amministrazione che si dice moderna dovrebbe ragionare in chiave post-estrattiva, non continuare a scavare fino all’ultimo metro disponibile.

Ogni metro cubo di inerti estratti oggi รจ un metro cubo sottratto alle generazioni che verranno.


6. Le misure di salvaguardia come strumento per accelerare, non per proteggere

Dal momento dell’adozione scattano le misure di salvaguardia.Questo significa che, anche senza approvazione definitiva, il nuovo assetto di piano diventa vincolante.


รˆ un meccanismo che tutela… chi deve scavare.Non certo i cittadini.

Di fatto la maggioranza sta dicendo:“Intanto partiamo, poi discuteremo.”

รˆ l’esatto contrario del principio di precauzione che dovrebbe guidare l’azione pubblica.


7. Una visione alternativa รจ possibile

La nostra opposizione non รจ ideologica.

รˆ fondata su un’idea diversa di sviluppo:

  • riduzione drastica dei volumi estrattivi
  • investimenti sul riciclo degli inerti e dei materiali edilizi
  • risparmio di suolo e rigenerazione urbana
  • valutazioni ambientali trasparenti e non affrettate
  • pianificazione partecipata vera


Il territorio della Val d’Enza non puรฒ essere considerato una miniera da svuotare, ma un bene comune da custodire.


8. Un modello internazionale virtuoso: l’esempio del Regno Unito e il principio di “chi inquina paga”

  • Nel Regno Unito รจ attivo da molti anni un meccanismo fiscale specifico per le estrazioni di sabbia, ghiaia e roccia: La legge sugli Aggregati. Questa tassa grava ogni tonnellata di materiale estratto e commercializzato, con l’obiettivo dichiarato di rendere piรน costoso l’uso di inerti “vergini”, e allo stesso tempo incentivare l’uso di aggregati riciclati o secondari.
  • In un recente intervento normativo del 2024, il governo britannico ha deciso di riallineare l’importo della Legge all’indice dei prezzi al consumo, aumentando la tariffa per tonnellata, proprio per rafforzare l’efficacia dell’incentivo ambientale.
  • L’obiettivo esplicito della misura รจ “promuovere un uso efficiente degli aggregati”: cioรจ rendere economicamente piรน vantaggioso il riciclo e il riuso rispetto all’estrazione di materiale nuovo, e far emergere i ‘costi ambientali reali’ dell’attivitร  estrattiva.
  • Questo approccio dimostra, al di lร  degli slogan, che รจ possibile considerare l’impatto ambientale con strumenti concreti: tassazione delle estrazioni, incentivo al riciclo, internalizzazione dei costi sociali ed ecologici. Un modello che tiene conto del principio di “chi sfrutta delle risorse naturali deve dare qualcosa in cambio” — in termini di recupero, compensazioni, riduzione del consumo di suolo e tutela del paesaggio.

 

Il Regno Unito non ha scelto la continuitร  a ogni costo delle cave, ma ha introdotto un onere economico che rende l’escavazione meno “conveniente” rispetto a soluzioni alternative e sostenibili, riuscendo a ridurre di fatto le richieste di estrazioni.


Alla luce di questo, il nostro Comune — se davvero avesse a cuore il bene collettivo, la tutela ambientale e la giustizia intergenerazionale — dovrebbe farsi promotore, verso lo Stato, affinchรฉ venga adottata una strategia analoga quindi politiche che limitino il consumo di suolo, incentivino il riciclo degli inerti, e garantiscano che chi estrae paghi per l’impatto ambientale e sociale.


Per questi motivi, politici e tecnici, abbiamo votato contro a questa variante.

Non possiamo continuare a parlare di futuro sostenibile mentre approviamo strumenti che compromettono il presente e il domani della nostra comunitร .


Abbiamo chiesto alla maggioranza un sussulto di coraggio politico.

Abbiamo chiesto loro di fermarsi, riconsiderare, coinvolgere la cittadinanza, valutare alternative moderne, non quelle del secolo scorso.


Ma la loro ossessione per le cave dimostra che non siamo noi ad essere rimasti all’Etร  della Pietra.

Il territorio non รจ una risorsa infinita.La sua tutela รจ la nostra responsabilitร  principale.

23 novembre 2025

Sulla variante alla Pianificazione Urbanistica per il Progetto Tangenziale Sud-Ovest

 

Nel Consiglio Comunale di mercoledรฌ 19 novembre ci รจ stato chiesto di votare una variante legata ad un progetto presentato come una grande soluzione di mobilitร , ma che nei documenti ufficiali appare per ciรฒ che รจ realmente:

un’infrastruttura pensata con un modello di mobilitร  vecchio, costoso e ambientalmente insostenibile. 

La Regione Emilia-Romagna ha deciso di escludere quest’opera dalla VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) completa limitandosi a un semplice screening, pur riconoscendo che:

  • l’opera attraversa ambiti agricoli ad alta vocazione produttiva e costeggia l’Area di Riequilibrio Ecologico “Sorgenti dell’Enza”, classificata come ecosistema di pregio. 
  • Inoltre si colloca dentro il Corridoio fluviale del Torrente Enza e in aree classificate a rischio idraulico per quanto basso (P1 e P2) ma secondo stime, che oggi sono ampiamente considerate superate. 

รˆ paradossale che un’opera che impermeabilizza suolo agricolo, aumenta le superfici asfaltate, modifica i deflussi idraulici e scarica acque nel Torrente Enza non sia stata ritenuta meritevole di una VIA completa.

รˆ un segnale del fatto che la prioritร  non รจ la tutela del territorio, ma la rapiditร  dell’iter.

Dalla documentazione inoltre emerge che: NON sono stati previsti percorsi ciclo-pedonali e che la mobilitร  sostenibile “beneficerร  del declassamento della SP28”. Ma questo NON รจ un progetto: si devia il traffico da un lato e si spera che ciรฒ basti a creare mobilitร  attiva.

La veritร  รจ semplice: Questa infrastruttura non incentiva alcun cambio di modello di trasporto.

Le zone 30, citate per mascherare l’operazione, non sono parte del progetto:
sono solo un’ipotesi “collaterale”, non finanziata, non progettata, non definita.

Ancora una volta si costruisce la strada e si rimanda al domani la mobilitร  sostenibile.
Deve essere chiaro che costruire nuove strade non diminuisce il traffico lo aumenta.

La Regione prescrive il monitoraggio delle acque del Torrente Enza perchรฉ potrebbe verificarsi deterioramento qualitativo dovuto agli scarichi, un riesame dei flussi di traffico dopo 3 anni e una possibile rivalutazione acustica se aumentano del 30%.

In pratica le prescrizioni sembrano scritte per tutelare l’ente che approva e non il territorio.

Il tracciato:

  • attraversa suoli agricoli produttivi;
  • corre lungo un corridoio ecologico fluviale primario;
  • richiede la costruzione di vasche, fossi, valvole di regolazione e sistemi artificiali di drenaggio perchรฉ incrementa l’impermeabilizzazione del territorio.

Se serve tutto questo per “compensare”, significa che l’opera รจ altamente impattante. In un’epoca di crisi climatica, costruire nuove strade sui fiumi significa aumentare la vulnerabilitร , non ridurla.

Questo progetto non รจ moderno e non รจ sostenibile.

รˆ la riproposizione del solito paradigma: dove c’รจ un problema di mobilitร , si costruisce un’altra strada, per costruire una nuova strada apriamo una nuova cava. La nuova cava porterร  nuovi camion che attraverseranno il nostro territorio

A questo punto l’avrete capito il nostro voto รจ stato contrario.

Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
Circolo "Lucio Libertini" Montecchio Emilia
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Economia e Politica