"Esci partito dalle tue stanze, torna amico dei ragazzi di strada" Majakovskij

Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
Circolo "Lucio Libertini" Montecchio Emilia
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30 ottobre 2009

Caso Cucchi, lettera - appello al Presidente della Repubblica

Illustrissimo Signor Presidente,
le fotografie diffuse ieri con estremo coraggio dalla famiglia di Stefano Cucchi impongono una reazione delle coscienze.

Come Lei con la Sua biografia ci ha più volte insegnato, impongono in primo luogo una reazione della coscienza del nostro Paese, Repubblica democratica e antifascista per la cui nascita migliaia di martiri hanno offerto il sacrificio delle loro vite e migliaia di eroi hanno conosciuto la reclusione e l’internamento nelle carceri del regime. Anche in virtù di quel sacrificio, oggi possiamo dire che il tasso di democrazia di un Paese civile si misura dalle condizioni delle sue carceri, dal rispetto che lo Stato assicura a ciascun detenuto.

Se leggessimo con questo metro di giudizio la vicenda di Stefano Cucchi, dovremmo ritenere l’Italia un Paese schiavo, servo della barbarie e dell’arbitrio. Le Istituzioni che Lei rappresenta devono reclamare, insieme alla famiglia e insieme ad ogni cittadino democratico, verità e giustizia.

Ci rivolgiamo a Lei, Signor Presidente, affinché sia fatta piena luce su questo episodio drammatico. Affinché noi giovani si possa cancellare questa assurda vergogna di sentirsi italiani.



Le porgiamo, ringraziandoLa, i nostri più sentiti saluti antifascisti,

***
Flavio Arzarello
Simone Oggionni
Stefano Perri
Tito Russo
Gianluca Schiavon
Anna Belligero
Danilo Borrelli
Giampiero Cesario
Francesco D’Agresta
Virginia De Cesare
Federico Del Giudice
Andrea Devoto
Mariano Di Palma
Alessandro Esposito
Andrea Filippini
Luna Grassi
Matteo Iannitti
Giordano Lorefice
Daniele Maffione
Francesco Maringiò
Emanuele Pagano
Enrico Pellegrini
Angela Rosa Sinisi
Alessandro Squizzato
Matteo Tanzini
Monica Usai
Stefano Vitale
Marco Sferini
Gianmaria Pace

Per aderire all'appello invia una mail a montecchio@rifondazione.re.it specificando "Verità e giustizia per Stefano Cucchi"

Con la Fiom, per la democrazia contro l'accordo separato



Nella settimana dal 9 al 13 novembre la FIOM promuove diverse iniziative su tutto il territorio reggiano contro l'accordo separato firmato da Fim e Uilm.Si tratta di sette manifestazioni con cortei che si terranno in alcune zone industriali della provincia: per le aziende della Val d'Enza la protesta si svolgerà nella zona industriale di Calerno.In contemporanea alle manifestazioni sarà presente per tutte le 5 giornate un presidio permanente in una piazza del centro storico di Reggio sul tema della crisi e del “No ai licenziamenti”, relativo a tutte le realtà della provincia che affrontano i processi di crisi e di ristrutturazione.Rifondazione Comunista appoggia totalmente i lavoratori in lotta e le rivendicazioni del sindacato dei metalmeccanici FIOM, affermando ancora una volta la ritrovata presenza del partito nei luoghi di lavoro, nei conflitti e nelle vertenze.

17 ottobre 2009

L'accordo firmato dai sindacati "gialli" è scandaloso e inaccettabile. Siamo con la Fiom.

di Paolo Ferrero, Segretario Nazionale PRC-SE

L'accordo separato firmato oggi tra gli industriali di Federmeccanica e Fim Cisl e Uilm, ormai ridotti al rango di sindacati "gialli" come negli anni Cinquanta, pronti ad accettare ogni ricatto e ogni richiesta dei padroni, è scandaloso, inaccettabile.
Questa firma corrisponde, peraltro, al peggiore frutto avvelenato dell'accordo separato firmato lo scorso 22 gennaio da Confindustria, Cisl e Uil, senza la Cgil e con la complicità partecipe del governo Berlusconi e del ministro Sacconi.
In tempi di gravissima crisi economica e sociale come questa, di fronte a salari sempre più da fame e ai profitti incredibili che gli industriali continuano a fare, si vogliono peggiorare ancora di più - e per contratto! - le condizioni salariali e di vita dei lavoratori metalmeccanici italiani.
Invitiamo tutti i lavoratori metalmeccanici a opporsi con ogni mezzo a questo accordo e ad appoggiare la lotta della Fiom-Cgil, lotta sacrosanta e giustissima contro questo accordo separata. Come Rifondazione comunista, in questa lotta saremo in prima fila.

11 ottobre 2009

Approprizione idebita di programma

Il sindaco di Montecchio Paolo Colli e la sua giunta hanno varato il “loro” programma di politiche anticrisi: sui giornali locali si legge di comitati anticrisi, di ottimizzazione di destinazione di risorse, di promozione di iniziative quali interventi di assistenza farmaceutica e esenzione da ticket, di esenzioni temporanee sulle tariffe dei servizi scolastici, di convenzioni con la Tesoreria per l’erogazione, a tasso di interessi zero, di somme destinate al pagamento delle bollette luce, acqua e gas per tutte le famiglie montecchiesi in difficoltà, oltre ad un concreto interessamento dell’Amministrazione Comunale nelle trattative sindacali nelle aziende in crisi sul territorio.
Rifondazione Comunista di Montecchio a questo punto dovrebbe chiedere i danni a tutela dei diritti d’autore sul proprio programma politico .

Le stesse identiche iniziative, ora tanto pubblicizzate dal sindaco Colli, bocciate in toto durante l’ultimo consiglio comunale, quasi sbeffeggiate dalla maggioranza che, anche in altre sedi, ha continuato a ripeterci “ è tutta ideologia, per fare certe cose ci vuole una copertura finanziaria che non c’è e non ci sarà,” sono state riprese pedissequamente dal nostro programma presentato per le Elezioni Comunali.

Abbiamo sempre sostenuto che, in generale, il programma del Pd montecchiese fosse assolutamente carente dal punto di vista delle proposte concrete e fattibili, che fosse un semplice coacervo di luoghi comuni privi di alcuna valenza pratica.

A questo punto il saccheggio e l’appropriazione indebita delle nostre idee e delle nostre proposte ha rafforzato in noi e speriamo anche nella cittadinanza montecchiese, questa convinzione oltre a aumentare la nostra profonda delusione per il comportamento di un Sindaco, di una Giunta e di Consiglieri di maggioranza che si erano proposti come i rappresentanti del “nuovo che avanza”