"Esci partito dalle tue stanze, torna amico dei ragazzi di strada" Majakovskij

Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
Circolo "Lucio Libertini" Montecchio Emilia
prc.montecchio@gmail.com
Facebook: Prc Montecchio Emilia

11 settembre 2012

Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i lavoratori!


"Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i lavoratori!
Queste sono le mie ultime parole e sono certo che il mio sacrificio non sarà invano, sono certo che, almeno, sarà una lezione morale che castigherà la fellonia, la codardia e il tradimento."

Salvador Allende, Santiago del Cile, 11 Settembre 1973.



Discorso del Presidente Allende alla radio, 11 settembre 1973


06 settembre 2012

Sulla copertura dei costi del welfare

La polemica che la consigliera Montanari del PdL fa nei confronti della Giunta di Montecchio in merito alla pressoché nulla copertura delle spese per i buoni pasto della mensa scolastica è giusta nell'indicare il problema ma viziata da un madornale errore di analisi.
Da tempo sosteniamo inascoltati che si debba fermare il taglio della spesa pubblica a copertura dei servizi pubblici e del welfare. Le persone e le famiglie lasciate a loro stesse in balia delle logiche del mercato (chi ha i soldi compra e paga, gli altri si arrangino) è una delle logiche conseguenza delle scelte politiche degli ultimi 15-20 anni a livello nazionale e locale.
Rifondazione Comunista si è opposta al conferimento della cittadinanza onoraria al Ministro Clini ma appare del tutto evidente che il conferimento di tale onorificenza comunale ad un ministro della Repubblica non potesse essere fatto pro-forma ma al massimo riducendo il più possibile lo “sfarzo”.
Cercare però in quell'atto il male del mancato aiuto alle famiglie è sbagliato e ingannevole. Come sostiene anche il Sindaco, il problema sta tutto e solo nel taglio delle risorse agli enti locali territoriali che così non sanno come pagare servizi e assistenza economica ai cittadini. Questa amnesia bipartisan fa dimenticare infatti che i veri colpevoli sono i cosiddetti “Fiscal Compact” e “Spending Review”, sostenuti e votati dal PdL, dal PD, dall’UDC e dagli altri gruppuscoli che sostengono Monti.
Il “Fiscal Compact” ha come punto centrale, “la ‘regola aurea’ per cui il bilancio dello Stato deve essere in pareggio o in attivo”. “Qualora il rapporto debito pubblico/Pil superi la misura del 60%, (in Italia siamo al 120%) le parti contraenti si impegnano a ridurlo mediamente di 1/20 all’anno per la parte eccedente tale misura”. Il meccanismo significa per il nostro Paese la definitiva cancellazione di ogni ipotesi di ruolo pubblico nello sviluppo, ma soprattutto obbliga al rientro del 50% dell’ammontare complessivo del debito pubblico che eccede il 60% del PIL. Ad inizio 2013 il nostro debito pubblico sarà di 2.000 miliardi di Euro e questo significa che per i prossimi 20 anni ci sarà risparmio di 50 miliardi di Euro all’anno. Con questo provvedimento, il futuro di due e più generazioni di italiani è ipotecato e ancorato ad una nuova e permanente dimensione di miseria sociale. Il patrimonio pubblico sarà sacrificato sull’altare di questa decisione ideologica del neoliberismo che ha messo fine al welfare state degli stati europei.
Lo “Spending Review” (DL 95/2012) non si discosta molto dalla filosofia dei provvedimenti adottati da Tremonti e Monti (2011): forte incremento delle entrate (ovvero aumento delle tasse e delle imposte), ulteriore stretta per le famiglie interessate dalle agevolazioni fiscali (detrazioni-deduzioni), riduzione del ruolo degli enti territoriali (comuni, province, regioni), ridimensionamento degli enti di ricerca, contenimento dell’impiego pubblico. È del tutto evidente che lo “Spending Review” non è una qualificazione ma un taglio della spesa, con risparmi attesi nel medio periodo di 80 miliardi di euro su 250 miliardi. 
Per risolvere i problemi occorre indagarne seriamente le cause altrimenti si rischia di curare il moribondo con l'aspirina, magari aspettandosi pure che guarisca.

27 luglio 2012

Lettera aperta a Ivan Bertolini, presidente della Confederazione Italiana Agricoltori di Reggio Emilia

Egregio Presidente, 
Le scriviamo in merito alla sottoscrizione da parte del comune di Montecchio Emilia della Carta di Matera, promossa dalla vostra associazione. 
Ci piacerebbe conoscere le sue opinioni e la sua posizione rispetto alla programmazione che il comune sta prevedendo nella compilazione del nuovo Piano Strutturale Comunale, che verrebbe approvato entro la primavera 2013. Nonostante nel PSC siano espressi più volte concetti come “contenimento del consumo di territorio, specie di quello agricolo”, “modello di sviluppo a sostenibilità totale”, “tutela dell’ambiente naturale e delle sue risorse”, “salvaguardia delle risorse naturali”, lo stesso prevede diversi interventi che andranno a incidere notevolmente sull’attuale sistema agro-ambientale, a scapito anche di vaste aree da sempre destinate all’agricoltura; tali aree, tra l’altro, sono previste ad uso agricolo anche dall’attuale PRG. 
Ci pare che l’ampliamento di cava Spalletti, la realizzazione di una nuova enorme urbanizzazione in zona sud-ovest, una nuova tangenziale di 1,8 km, un nuovo centro commerciale in fase di ultimazione, una previsione di espansione dell’area industriale di 130.000 mq e un nuovo centro di ricerca, il tutto su terreni coltivati, stridano un po’ con le belle parole di cui è infarcito il PSC, ma soprattutto con i principi enunciati nella Carta di Matera. 
Che significato ha sottoscrivere in quest’ottica che “Occorre porre un freno ad un uso dissennato e confuso del suolo agrario soprattutto determinato dalle azioni non programmate delle opere di urbanizzazione, in particolare per centri commerciali e capannoni industriali”? Che cosa sono per voi le “azioni non programmate”? Tutto ciò che rientrerà nel nuovo PSC sarà per definizione programmato, nonostante diversi degli interventi sopra elencati, che prevedono la riconversione di aree agricole, non siano previsti nel vigente PRG. Questo è in coerenza con i propositi della Carta? 
Le parole “Occorre preservare l’agricoltura, il peculiare ed inconfondibile paesaggio agrario, oggi più che mai identificabile con il bene ambientale di tutto il Paese” hanno davvero senso in questo contesto? Cosa cambia se terreni agricoli siano all’interno o all’esterno di una tangenziale per essere destinati a nuove urbanizzazioni? Non sono ugualmente un bene ambientale preziosissimo ed esauribile? Cosa succederà quando saranno stati occupati tutti i terreni ancora presenti nella cosiddetta area urbana? Davvero dobbiamo pensare che non vi saranno ulteriori espansioni? O sono problemi da lasciare a chi verrà dopo di noi?
L’utilizzo di frasi ad effetto come “salvaguardia del terreno agricolo” in tale contesto, saccheggiano e svuotano di significato un principio che altri comuni italiani stanno portando avanti nei fatti con enormi sacrifici, come valore cardine delle loro programmazioni . 
Ci piacerebbe che ciò che avete sottoposto con successo alle amministrazioni comunali avesse un valore vincolante, senza la possibilità di essere sconfessato poi dai fatti. Si deve chiedere conto ai Comuni sottoscrittori di ciò che stanno programmando o la Carta di Matera diventerà solo un bel modo per distrarre i cittadini con parole eticamente pulite. Rimaniamo in attesa di una cortese risposta sperando di poter raccontare alla collettività che la vostra associazione lavora concretamente per garantire un futuro in cui beni inestimabili come agricoltura e paesaggio rimarranno al centro della nostra cultura perché c’è chi se ne prende cura.

30 giugno 2012

Alcune considerazioni sull'assemblea del 19 giugno sulla nuova tangenziale



150 metri  significa lontano dal fiume?
Siamo sicuri che i veicoli leggeri preferiranno fare il "giro dell’oca" piuttosto che tirare dritto per il paese?
L’idea di questa tangenziale nasce perché la viabilità del quartiere zona acquedotto non riuscirebbe a sopportare il carico del nuovo enorme quartiere che sorgerà in zona Greppia.
Si espande ancora la cava Spalletti e si realizzano sproporzionate urbanizzazioni per avere come vantaggio 1,7 km di strada. In pratica si devasta il territorio e si cementifica ancora su suolo agricolo per stendere asfalto, sempre su terreno agricolo. Questo vuol dire essere moderni? E’ benessere per la comunità questo?
Una strada a impatto zero è un prato senza strada.


Cittadini state tranquilli dovremmo farcela a pagare la strada. Dovremmo.


I dati che certificano l’incremento esponenziale del traffico che passa per il centro derivano da un’indagine effettuata nel 2009 i cui dati sono stati aggiornati a spanne e da sondaggi effettuati di persona dal sindaco presso colleghi di lavoro.

25 maggio 2012

Riassesto idrogeologico e prevenzione

Le recenti scosse di terremoto che hanno sconvolto il tessuto sociale ed economico della zona tra Modena e Ferrara, arrivando a colpire, in modo fortunatamente più lieve, anche alcuni comuni della bassa reggiana, riportano di attualità alcune problematiche legate alle calamità naturali che di frequente colpiscono il nostro Paese.
Alluvioni e terremoti, negli ultimi anni, si sono portati via vite umane, attività produttive, elementi dell'identità del territorio. E come tutti sappiamo, il processo delle ricostruzioni non solo è lento ma troppo spesso infangato da inchieste giudiziarie che puntualmente arrivano e certificano speculazioni, corruzioni, appropriazioni indebite di denaro pubblico. La sensazione dei cittadini è che oltre al danno subito, arriva puntuale anche la beffa di tempi biblici e truffe per cui il ritorno ad una vita dignitosa è ulteriormente ostacolato.
Purtroppo le calamità naturali accadono e solo in parte sono prevedibili, ma tutti gli esperti sono unanimemente concordi nel sostenere che è necessario fare prima di tutto delle opere di prevenzione, di cura del territorio al fine, se non di evitare, almeno attenuare eventuali danni a cose e persone, e di fare quella necessaria formazione dei cittadini affinchè sappiano affrontare l'emergenza.
E' in considerazione di tutto ciò e, a maggior ragione, per quanto accaduto alcuni giorni fa a poco più di 50km da Montecchio, che Rifondazione Comunista chiederà quanto prima all'Amministrazione cosa fa e cosa ha eventualmente già fatto per prevenire che eventuali esondazioni dell'Enza o che un evento sismico di forte magnitudo creino danni ingenti o irreparabili e cosa fa rispetto alla sicurezza dei cittadini. Chiederemo se esiste un piano di evacuazione e qual è lo stato degli edifici pubblici, in particolare delle scuole.
Riteniamo, infatti, che se ci sono ancora cose da fare rispetto alla cura del territorio, alla manutenzione degli edifici pubblici, alla formazione dei cittadini, sia prioritario investire in prevenzione piuttosto che allargare il paese con nuove aree edificabili e con la nuova tangenziale, che, per altro, andrebbe ad inserirsi in modo "aggressivo" nel nostro paesaggio agrario e a pochi metri dal letto del torrente Enza.

24 maggio 2012

Cassa di resistenza per le vittime del terremoto in Emilia

IL PRC ORGANIZZA UNA CASSA DI RESISTENZA PER LE LAVORATRICI ED I LAVORATORI DELLE AZIENDE COLPITE E PER LE FAMIGLIE DELLE VITTIME. AL TERREMOTO RISPONDIAMO CON LA SOLIDARIETA': NESSUNO DEVE ESSERE LASCIATO SOLO.

Dopo L'Aquila e la Liguria dove siamo intervenuti con aiuti concreti portando beni di prima necessità e braccia per la manovalanza e dopo aver contribuito all'organizzazione ed al sostegno dei lavoratori in lotta con presidi per difendere le proprie aziende dal rischio di chiusura, oggi ci troviamo ad affrontare un'altra emergenza.

In un territorio già duramente colpito dalla crisi, è arrivato anche il terremoto, che ha distrutto o fortemente compromesso intere aziende.

Se le istituzioni e la protezione civile hanno gestito sapientemente l'emergenza, da domani se ne prospetta un'altra: quella economica.

Per questo il Prc dell'Emilia-Romagna, in collaborazione con le Federazioni provinciali di Ferrara e di Modena, ha organizzato una cassa di resistenza per dare solidarietà attiva alle lavoratrici ed ai lavoratori le cui fabbriche sono state distrutte dal terremoto, nonché alle famiglie dei lavoratori rimasti uccisi dai crolli.

I versamenti potranno essere effettuati sul conto corrente del Prc Emilia-Romagna:

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA - COMITATO REGIONALE EMILIA-ROMAGNA

Via Menganti 8 - 40133 Bologna

IT 06 L 02008 12932 000003118146

causale: cassa resistenza terremoto

Per ulteriori informazioni potete contattare Elisa Corridoni al 347 1340481 o la segretaria della Federazione di Ferrara, Irene Bregola al 333 4379450, o il segretario della Federazione di Modena, Stefano Lugli al 320 4244653.

Nando Mainardi, segretario regionale Prc Emilia-Romagna
Irene Bregola, segretaria provinciale Prc Ferrara
Stefano Lugli, segretario provinciale Prc Modena

10 maggio 2012

Montecchio​, un'altra tangenzial​e per togliere il traffico dal centro?



Nei giorni scorsi è stato presentato alla stampa il nuovo tratto di tangenziale, dopo l'approvazione in consiglio comunale dell'avvio dell'iter per i lavori.
In consiglio abbiamo già detto, attraverso la nostra consigliere Giorgia Riccò, che questa opera, con la quale ci offriamo di dare attuazione alla fantomatica via Emilia bis, che nessuna amministrazione ha mai voluto accollarsi, ci convince poco.
Le domande che poniamo pubblicamente al Sindaco sono: 
  1. A noi risulta che il traffico sia di 177 mezzi pesanti e 8 mila mezzi leggeri al giorno in ingresso/uscita dal paese. Perchè alla stampa si è parlato di 500 mezzi pesanti e 10 mila mezzi leggeri?
  2. Assunto che si possa fermare il traffico di mezzi pesanti attraverso il divieto di transito, come si pensa di deviare il traffico di mezzi leggeri che con la nuova tangenziale, sulla tratta Reggio-Parma (senza considereare il caso estremo della tratta S. Ilario-Parma) farebbero 5.14 km (4 rotonde) invece degli attuali 2.84 km (2 rotonde)?
  3. Perchè si vuole che Montecchio diventi il fulcro di una via Emilia bis, col rischi oggettivo che invece di allontanare il traffico da Montecchio lo si attiri?
  4. Non sarebbe meglio usare i soldi destinati per quest'opera che riteniamo inutile (perchè negativa nel rapporto costi/benefici) per la sistemazione delle reti stradali, ciclopedonali, fognarie e di canali del paese?
  5. Perchè, per ridurre il traffico privato, invece di aumentare le strade non si pensa a potenziare il servizio di trasporto pubblico (in provincia decisamente bistrattato)?
  6. Come è possibile appoggiare questa opera e contemporane sottoscrivere la carta di Matera in cui si dice che "Occorre porre un freno ad un uso dissennato e confuso del suolo agrario soprattutto determinato dalle azioni non programmate delle opere di urbanizzazione, in particolare per centri commerciali e capannoni industriali. [..] Occorre preservare l’agricoltura, il peculiare ed inconfondibile paesaggio agrario, oggi più che mai identificabile con il bene ambientale di tutto il Paese."?
Restiamo in attesa di risposte.

05 maggio 2012

12 Maggio, manifestazione della Federazione della Sinistra contro il Governo

 
Crescono le adesioni all’appello della Federazione della Sinistra, lanciato in occasione della manifestazione nazionale organizzata per sabato 12 maggio a Roma - dalle 14, con un corteo da Piazza Repubblica al Colosseo - contro il governo Monti, alla quale parteciperanno Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista, e Oliviero Diliberto, segretario nazionale dei Comunisti italiani.
Tra i primi firmatari del testo ci sono infatti: Vittorio Agnoletto, Marco Bersani, Giorgio Cremaschi, Alfonso Gianni, Haidi Giuliani, Margherita Hack, Alberto Lucarelli, Citto Maselli, Ugo Mattei, Nicola Nicolosi, Valentino Parlato, Franca Rame, Gianni Rinaldini, Vauro Senesi.

Di seguito il testo completo dell’appello, con tutti i primi firmatari, in allegato la locandina della manifestazione del 12 maggio:

A P P E L L O: GRIDIAMOGLIELO IN PIAZZA!!

Mai come in questo momento la Costituzione della Repubblica rischia di essere travolta a partire dall’articolo 1: "L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro".

Il valore e la natura stessa della democrazia e dei diritti del lavoro sono infatti gravemente sviliti da controriforme e manovre economiche inique, esplicitamente dettate da poteri politici e finanziari esterni al sistema istituzionale del nostro Paese. Il Governo Monti, pur formalmente legittimato dal sostegno della maggioranza trasversale di un Parlamento ampiamente logorato nella propria rappresentanza e credibilità, a partire dalle stesse modalità elettorali che lo hanno espresso, agisce al di fuori di un mandato popolare. L'introduzione del vincolo del pareggio di bilancio subordina l'esigibilità dei diritti sociali e alla salute, all'istruzione, alla previdenza e all'assistenza alle "superiori" ragioni del mercato. La riforma del lavoro, con lo svuotamento dell'articolo 18 e la sostanziale liberalizzazione del lavoro precario, segna un salto di qualità nel dominio e nella ricattabilità del lavoro i cui diritti sono già in via di destrutturazione per l'attacco portato dal governo Berlusconi alla contrattazione nazionale e alla democrazia sindacale. Queste politiche sono tanto inique socialmente, quanto recessive e fallimentari sul terreno economico, e stanno portando il paese in un baratro senza precedenti. Opporsi a queste politiche e concorrere alla costruzione di un modello sociale ed economico alternativo è pertanto dovere di ogni cittadina e cittadino democratici: è il compito urgente che abbiamo tutti noi, in Italia ed in Europa. Un'alternativa che contrasti effettivamente la speculazione, usata insieme al debito contratto dagli Stati per salvare speculatori ed affaristi, come una clava per distruggere i diritti sociali. Un'alternativa volta a redistribuire la ricchezza, a fronte della crescita scandalosa delle disuguaglianze, ad aumentare salari e pensioni, istituire il reddito sociale, riqualificare ed estendere il sistema di welfare. Un'alternativa che si fondi sulla centralità dei diritti del lavoro, riconverta le produzioni nel segno della sostenibilità ecologica, investa nella conoscenza e nella cultura, ampli la sfera dei beni comuni sottratti al mercato, riqualifichi il pubblico a partire da un nuovo modello di democrazia e partecipazione. Un'alternativa all'insegna di politiche di pace e cooperazione contro le logiche di guerra con la drastica diminuzione delle spese militari.

Per queste ragioni, facciamo appello a scendere in piazza il 12 Maggio a Roma. Contro il governo Monti, le politiche della BCE, della UE e il Fiscal Compact.

Per difendere la democrazia, i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, la Costituzione, per l’Europa sociale.

Vittorio Agnoletto, Sandra Amurri, Cesare Antetomaso, Giorgio Arlorio, Glauco Benigni, Paolo Berdini, Marco Bersani, Ciccio Brigati, Benedetta Buccellato, Loris Campetti, Francesco Caruso, Antonio Castronovi, Adelmo Cervi, Alessio Ciacci, Paolo Ciofi, Giorgio Cremaschi, Ciro D’Alessio, Roberto D’Andrea, Dante De Angelis, Walter De Cesaris, Paolo Di Vetta, Mario Dondero, Riccardo Faranda, Amedeo Fago, Anna Fedeli, Gianni Ferrara, Agostino Ferrente, Alfonso Gianni, Haidi Giuliani, Carlo Guglielmi, Margherita Hack, Beniamino Lami, Mimmo Loffredo, Alberto Lucarelli, Gianni Lucini, Fabio Massimo Lozzi, Bartolo Mancuso, Citto Maselli, Magda Mercatali, Ugo Mattei, Dino Miniscalchi, Roberto Musacchio, Loretta Mussi, Giovanni Naccari, Giorgio Nebbia, Carla Nespolo, Nicola Nicolosi, Fulvio Vassallo Paleologo, Valentino Parlato, Ciro Pesacane, Ulderico Pesce, Francesco Piccioni, Vito Francesco Polcaro, Gabriele Polo, Pierpaolo Pullini, Franca Rame, Gianni Rinaldini, Annamaria Rivera, Alessandro Rossetti, Franco Russo, Nino Russo, Adriano Sgrò, Vauro Senesi, Marino Severini, Fabrizio Tomaselli, Vittorio Vasquez e il gruppo consiliare Napoli è Tua.

Inviaci la tua adesione qui.

29 aprile 2012

Distribuzione garofani per il 1 maggio


Anche quest'anno il Circolo di Rifondazione Comunista di Montecchio Emilia organizza la tradizionale distribuzione dei garofani per il 1 maggio. Ci troverete in piazza della Repubblica e in giro per le vie del paese dalle 10 alle 12:30. Da quest'anno saremo presenti anche al primo maggio aiolese.

24 aprile 2012

25 APRILE, IL DOVERE DELLA MEMORIA PER LA NUOVA RESISTENZA


Nel commemorare la data del 25 aprile è facile cadere nella retorica.

Noi non vogliamo correre questo rischio ripetendo le consuete formule perchè sarebbe il peggior servizio che potremmo compiere nei confronti di questa data e nei confronti di tutti coloro che per quel giorno hanno lottato per 20 mesi sacrificando tutto di sè, delle proprie famiglie, della loro più bella e giovane età, degli affetti, delle amicizie e i più sfortunati, sacrificando anche la vita. Per questo motivo il circolo di Rifondazione di Montecchio Emilia si limiterà a ringraziare di cuore tutti quei partigiani e quelle staffette che, con il loro coraggio e il loro profondo senso di giustizia, ci hanno consentito di essere uomini e donne libere.

Accogliamo anche l'invito a commemorare quest'anno non solo i partigiani ma anche i "nuovi eroi" di una nuova resistenza, quella fatta da tutti coloro, cittadini comuni, giudici, magistrati, che ogni giorno hanno combattuto e combattono la criminalità organizzata anch'essi sacrificando moltissimo di sè e spesso anche la loro vita. Solo quando il nostro Paese si libererà da questa piaga potremmo definirci tutti davvero liberi.
 

16 aprile 2012

Dichiarazione di voto contraria al Bilancio Previsionale 2012

Abbiamo, per comodità di analisi, voluto definire questo come un bilancio di luci ed ombre. Partiamo dalle luci:
  • È positivo che le spese per il personale si contengano nella misura del 37% della spesa corrente, abbondantemente al di sotto della percentuale (50%) prevista dal patto di stabilità; questo potrà permettere l’assunzione del personale necessario al mantenimento della sezione di scuola dell’infanzia, senza dover ricorrere a rischiose esternalizzazioni;
  • Il progetto della Fondazione pare allontanarsi dalle intenzioni dell’Amministrazione, anche se, più che per volontà della stessa, è il governo Monti a non consentirlo;
  • L’addizionale IRPEF, incrementata dello 0,25% e portata allo 0,60%, non viene ulteriormente aumentata, anche se la progressività della stessa, chiesta anche dalle parti sociali, non è stata per ora concessa.
  • L’incremento delle tariffe dei servizi risulta comunque contenuto rispetto alla crescita dell’inflazione.
  • l'IMU sulla prima casa è stata tenuta al minimo previsto per legge (0,4%) e si è aumentata quella su attività commerciali e industriali;
Veniamo alle ombre:
  • Innanzi tutto il metodo, la condivisione, la partecipazione. Il cosiddetto “punto zero” del programma elettorale dell’attuale amministrazione, è rimasto tale, appunto, zero! Nel 20011 scrivevamo: “assistiamo ancora una volta alla riconferma di una pretesa autoreferenzialità ed autosufficienza…” e potremmo riscrivere le stesse identiche cose: ci è stato addirittura fornito il bilancio, con scadenza per la presentazione degli emendamenti, precedente alla commissione capigruppo di presentazione dello stesso. Questo rende ancora più complicata l’operazione, già tutt’altro che semplice, di lettura nel dettaglio di alcune voci. È vero che abbiamo richiesto ed ottenuto un incontro col Sindaco, durante il quale abbiamo potuto ascoltare in anteprima la sua introduzione politica al bilancio, ma, oltre a rappresentare una posizione politica e non una analisi tecnica, è stata per l’appunto una concessione e non partecipazione.
  • Ultimo, e non certo per importanza, Nonostante le economie attuate in diversi settori , i finanziamenti alla scuola privata sono interamente confermati nell'aumento (85 mila euro) previsto nella Convenzione; la stessa Convenzione che introduceva quell’interessante novità secondo la quale era previsto “un momento di verifica tra le parti sul permanere della compatibilità finanziaria del contributo da erogarsi per l’anno 2012 da parte del Comune di Montecchio, in riferimento al relativo bilancio previsionale, da tenersi entro il 31/12/2011. L’effettiva conferma dell’importo del contributo per il 2012 sarà quindi vincolata alla verifica di compatibilità di cui sopra.” Ricordiamo brevemente per dovere di cronaca, che con interrogazione depositata il 4/11/2011 chiedevamo se tale verifica si fosse concretizzata e ci veniva risposto che, la spesa in questione (già tra le più alte in provincia), era oggetto di verifica come ogni altra voce di bilancio. Ma mentre è ben visibile per tutte un ponderato contenimento delle spese, non risulta altrettanto ponderata, o quanto meno presa in considerazione, l’ipotesi di calibrare anche questa spesa sulla base dei mutamenti economici intervenuti e che hanno profondamente tagliato le risorse del comune. Eppure nella Convenzione votata da questo Consiglio Comunale, si era prevista questa possibilità, e tale previsione era, detta dal Sindaco, una importante novità; ma, delle due l’una: o i mutamenti economici intervenuti non sono poi così rilevanti da far ripensare anche questo stanziamento, o forse ci sono voci di bilancio meno toccabili di altre, diciamo più tutelate, anche a fronte di epocali cambiamenti economici. Dovrebbero forse ricordarsene i Consiglieri Comunali quando, a breve, andranno a valutare una nuova Convenzione con le scuole paritarie e quando il Sindaco, ancora una volta, ci rimarcherà l’importante introduzione di irrinunciabili novità.
Giorgià Riccò
capogruppo Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

23 febbraio 2012

La nostra proposta alternativa alla creazione di una fondazione per la gestione dei servizi alla persona

Nelle ultime settimane si è aperto un dibattito pubblico circa la possibilità di esternalizzare alcuni servizi alla persona del Comune di Montecchio, in particolare facendo uso di una fondazione. I problemi di copertura dei servizi vengono da lontano e dipendono da una scarsa lungimiranza delle ultime amministrazioni (che non hanno bilanciato adeguatamente i servizi all’aumento della popolazione che si è avuto negli ultimi anni), dai tagli del governo Berlusconi-Bossi e del governo Monti, dal blocco del turn over (che non permette di rimpiazzare i dipendenti che vanno in pensione) e dal patto di stabilità. Tra tutti, i servizi che soffrono di ciò sono i servizi all’infanzia, perché molti dei nuovi cittadini sono giovani coppie, e i servizi agli anziani, per l’aumento del numero degli stessi. La proposta del Sindaco Colli è quella di creare una fondazione mista pubblico-privato, anche se non è ancora chiaro chi saranno i privati, che gestisca i servizi agli anziani. L’idea è piaciuta molto alla consigliera Montanari (PDL) che ha di fatto proposto di mettere nella fondazione anche i servizi per l’infanzia. La nostra proposta è invece quella di gestire i servizi anziani attraverso l’ASP (Azienda per i Servizi alla Persona) “Sartori” di cui il Comune di Montecchio è già socio e che già gestisce servizi affini. In conseguenza di ciò dovrebbe essere possibile tenere i servizi infanzia "in house", ovvero gestiti direttamente dal comune. Inoltre, pensiamo che i posti debbano essere dati prioritariamente ai residenti a Montecchio perché non ha senso che nei nostri asili ci siano bambini residenti nei comuni limitrofi e che contestualmente le famiglie montecchiesi debbano iscrivere i propri figli in altri comuni. Va altresì detto che date che è in aumento il numero di potenziali frequentati il nido o la materna, l’amministrazione dovrebbe valutare la possibilità di estendere il proprio servizio o di creare le condizioni per avviare le procedure di richiesta al Ministero di apertura di una nuova sezione di scuola statale di infanzia. I vantaggi nostra proposta sono chiari: i servizi infanzia e quelli anziani sarebbero garantiti agli attuali livelli e rimarrebbero sotto gestione pubblica, quindi meglio indirizzabili e controllabili. Tutto ciò senza ulteriori costi. Al contrario, la proposta del Sindaco (appoggiata da PD, PDL e Lega Nord) non risolve la carenza di posti né migliora il servizio né permette maggiormente l'ingresso di ulteriori fondi. Inoltre si creerebbe una struttura in più che sarebbe inutile per fare un'inutile esternalizzazione, inutilmente costosa. In ultimo, con l’utilizzo della fondazione viene fortemente sminuito se non del tutto eliminato il ruolo di controllo e indirizzo che spetta al consiglio comunale. Come dimostriamo per l'ennesima volta, le accuse che ci vengono mosse di ideologismo o ottusità sono pretestuose e servono solo a coprire il fatto che nessuno dei fautori della fondazione riesce a smentire i nostri argomenti. Noi pensiamo che i beni comuni vadano collocati fuori commercio (fuori dalla logica del profitto privato) al fine di soddisfare i diritti fondamentali della persona, costituzionalmente garantiti, secondo i principii di eguaglianza e solidarietà anche nell'interesse delle generazioni future. Su questa nostra idea costruiamo proposte concrete di governo locale degli stessi.

13 febbraio 2012

La Grosse Koalition tra PD e PDL a Montecchio è già realtà?

A quanto pare, in materia di fondazione privata le prove generali per una grande coalizione moderata tra PD e PDL a Montecchio sono già una realtà. Infatti, chissà perchè, il PD o l'Amministrazione Comunale non hanno dato adeguata risposta alla consigliera del PDL Elena Montanari, la quale, ahinoi, non fa un gran servizio ai cittadini rilasciando dichiarazioni un pò fuorvianti su una Fondazione privata per gestire gli asili di Montecchio. Lei dice che andrebbe fatta. La sua proposta é ovviamente legittima, peccato solo che il Premier Monti (appoggiato da PD e PDL) da vero liberale di destra qual é, non fa sconti a quelle amministrazioni che pensano di aggirare il famigerato patto di stabilità (da tempo osteggiato da Rifondazione) ricorrendo ad enti creati ad hoc decretando che ogni tentativo di aggirare il patto sarà fortemente sanzionato. Detto ciò procediamo con ordine. E' falso che una Fondazione privata creerebbe più posti per i bimbi che restano fuori dalle graduatorie degli asili per il semplice fatto che non verrebbero create nuove o aggiuntive strutture educative sul territorio. Chi pagherebbe i nuovi edifici? I privati? E dove verrebbero fatte? Non ci risulta che l'Amministrazione abbia destinato aree per la costruzione di nuove strutture scolastiche. Inoltre, e giusto per discutere di cose reali: il numero bambini/insegnanti è fissato da norme e regolamenti regionali e statali, dunque nelle aule-sezioni ad oggi esistenti sarebbe accolto lo stesso numero di bambini dell'anno scolastico in corso. Forse alla consigliera Montanari non è chiaro il problema della scuola dell'infanzia comunale: a causa del patto di stabilità non è possibile assumenre 2 insegnanti e un'ausiliaria per una sola sezione della scuola. A Montecchio non è al collasso tutto il sistema che anzi potrebbe restare pubblico. Fissati con il "pubblico"? Non ci convince per nulla che "privato è bello", soprattutto per quanto riguarda certi servizi che sono tutelati e garantiti dalla Carta Costituzionale. Il privato in economia, per definizione, ma la signora Montanari, in quanto liberista dovrebbe saperlo bene, deve fare profitto. Come si può pensare dunque di affidare un servizio alla persona a chi considererebbe il servizio una merce qualsiasi dalla quale ricavare profitto per sè? Noi pensiamo che la consigliera del PDL non sia una sprovveduta, perciò le sue recenti dichiarazioni vanno lette in chiave strettamente politica. Sono un chiaro messaggio al PD e all'Amministrazione montecchiese: non seguite la Cgil o Rifondazione ma andate avanti così sulla strada di esternalizzazioni e privatizzazioni, noi vi sosterremo.

07 febbraio 2012

Fondazione per i servizi alla persona? Un'inutile esternalizzazione con inutili costi

Abbiamo più volte, nel corso degli ultimi anni e in ultimo poche settimane fa, in incontri istituzionali o riservati, ribato pubblicamente e all'Amministrazione Comunale la nostra preferenza per la gestione diretta e pubblica dei servizi comunali alla persona. In particolare per quanto riguarda la creazione della Fondazione per gestire gli stessi, abbiamo espresso la nostra contrarietà e la nostra preferenza, per l'affidamento indiretto, qualora i vincoli statali lo imponessero, all'Azienda per i Servizi alla Persona, Ente sovraccomunale pubblico già esistente e di cui il Comune di Montecchio é già socio. La fondazione, viceversa, andrebbe fatta ex novo, con ulteriri inutili costi, sarebbe un ente di diritto privato e non ultimo non si capisce chi dovrebbe farne parte oltre al Comune e con quali vantaggi per sé e per il comune stesso. Apprendiamo ora, da una nota dalla Funzione Pubblica - CGIL, che "Nell'ultimo incontro che abbiamo avuto con la delegazione trattante di parte pubblica del 27 gennaio, ci è stato infatti comunicato che la scelta della Giunta comunale è quella di continuare a privilegiare la gestione diretta e pubblica dei servizi comunali alla persona. ". Ora che l'Amministrazione, la parte sindacale e anche parte dell'opposizione sono d'accordo sui principii, ci auguriamo che il Sindaco e la Giunta abbandonino definitivamente l'ipotesi di esternalizzare i servizi pubblici attraverso la fondazione.

29 gennaio 2012

Il tuo bambino vale meno se frequenta la scuola pubblica e paga anche per i non residenti

Sono bastate poche domande giuste per capire che l’Amministrazione comunale elargisce denaro dei cittadini montecchiesi a sostegno ed integrazione delle rette scolastiche della scuola parrocchiale a bambini residenti non a Montecchio ma nei comuni limitrofi. E non si tratta di cifre irrisorie considerando che alla San Domenico Savio sui 55 bambini accolti ben 35 non sono montecchiesi. Facciamo un pò di conti, sulla base dei dati in nostro possesso: le scuole parrocchiali accolgono complessivamente 145 bambini nell’anno scolastico 2011/2012, di questi 46 ovvero il 32% dei frequentanti (1 su 3!), è residente in un altro comune. Il contributo che il Comune ha dato a queste strutture scolastiche è stato nel 2011 di circa 76.000€ (previsto in crescita nel 2012) ovvero pari a circa 525€ a bambino. Peccato che il nostro Comune, per effetto della convenzione in essere, abbia integrato anche le quote dei frequentanti non residenti per un importo complessivamente di circa 24.000€. La domande che ci poniamo sono: è giusto che i cittadini montecchiesi paghino con il proprio denaro anche l’integrazione e il sostegno per bambini non residenti? Ma soprattutto, sapendo delle difficoltà della scuola comunale, per la quale l’Amministrazione sta valutando diverse ipotesi più o meno pesanti di esternalizzazione, quanti progetti si potrebbero sostenere e realizzare se quei 24.000€ fossero destinati alla scuola comunale? Rifondazione Comunista auspica che l’Amministrazione, non essendo ad oggi in grado di soddisfare tutta la richiesta per i servizi 3/6 anni in totale autonomia, prenda però in considerazione di invertire la tendenza prediligendo il pubblico rispetto al privato; che soprattutto tuteli maggiormente i cittadini montecchiesi e la scuola pubblica, non sostenendo più economicamente i bambini non residenti frequentanti le scuole paritarie ed infine che modifichi in tal senso la convenzione che regola i rapporti tra il Comune e le scuole paritarie.

27 gennaio 2012

I profughi? Potrebbero essere una risorsa

Qualche giorno fa è stata sollevata dalla destra montecchiese una questione relativa ai profughi che il nostro paese ha accolto a seguito dell'inizio della guerra in Libia e che ha visto tantissime persone fuggire e lasciare con ogni mezzo quella terra tra agosto e settembre.
Non smentendosi, la destra ha trattato il tema, umano e delicato, con il solito approccio razzista ed intollerante: per la destra, chiunque arrivi nel nostro paese bisognoso di riscostruirsi una vita, è automaticamente un peso per la collettività autoctona.
Per questa ragione, alla consigliera Montanari e a Filippi non vale nemmeno la pena rispondere. Non per questo, però, non si può approvare quanto ha fatto l'Amministrazione montecchiese che ha trattato la questione con una modalità alquanto superficiale, prestando così il fianco alle accuse mosse da Montanari e Filippi.
La nostra Amministrazione ha tenuto all'oscuro la cittadinanza dell'arrivo dei profughi, li ha tenuti lontano e separati dal contesto cittadino e non ha iniziato con essi un percorso positivo e di valorizzazione; è ovvio che ciò non può che andare a finire male facendo percepire ai cittadini questi profughi come estranei dal paese, come emarginati, come un peso appunto. In altri comuni della provincia, sempre amministrati dal PD, questo va sottolineato, non solo i profughi sono stati accolti con il giusto spirito di solidarietà, ma le persone arrivate sono state presentante ai propri cittadini e non appena è stato possibile dal punto di vista burocratico, è stato chiesto loro di aiutare la collettività creando tra profughi e cittadini un reale legame umano e solidale. gli strumenti per fare ciò ci sono e sono a costo zero.
Sicuramente un maggior coordinamento tra amministratori avrebbe potuto far gestire molto meglio questa faccenda, trasformandola da un puro atto di solidarietà a opportunità per tutti di crescere come collettività e per queste persone, venute da lontano, una nuova opportunità di vita.
Come al solito ci sono molti modi di valutare una questione e prendere decisioni: la neutralità, il minimo indispensabile, il timore di deludere qualcuno e il tentativo di accontentare tutti con il risultato, scontato, di ottenere l'effetto contrario è il modo peggiore di amministrare.

26 gennaio 2012

27 Gennaio Giorno della Memoria ore 21 - Dal cancello secondario. Storie di ebrei


Dal cancello secondario
storie di ebrei a Napoli

(2003) a cura di Gabriella Gribaudi
per la regia di Alessandra Forni e Fabio Esposito
produzione Xila.

A un primo approccio superficiale Napoli appare quasi ai margini della grande persecuzione contro gli ebrei, poiché il primo ottobre 1943 le truppe alleate impedirono le grandi deportazioni che avvennero invece a Roma e in altre città d'Italia. Quest'idea permea, in pratica, il senso comune cittadino. Ma le leggi razziali furono applicate altrettanto duramente a Napoli e, come nel resto del paese, ebbero conseguenze immediate, drammatiche e furono causa di esiti funesti in molti casi.
Le storie di chi allora le subì ci introducono nella dimensione cittadina, rendendo percepibili e concreti i termini di una discriminazione e di una persecuzione che siamo abituati ad attribuire ad altri “più malvagi di noi”.
Dieci testimoni raccontano la discriminazione razziale e la persecuzione contro gli ebrei a Napoli, dalle leggi razziali del 1938 all'arrivo degli alleati.
L'esclusione dalle scuole e la formazione di una piccola classe per soli scolari ebrei nella scuola elementare Vanvitelli del Vomero, con gli alunni divisi e completamente isolati dagli altri.
La perdita del lavoro e le gravi difficoltà degli adulti. L'espulsione degli ebrei stranieri. Il lavoro coatto. La deportazione di coloro che dopo l'ottobre del 1943 si trovarono nei territori occupati dai tedeschi.