"Esci partito dalle tue stanze, torna amico dei ragazzi di strada" Majakovskij

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14 novembre 2008

Anche se voi vi credete assolti...




di Italo di Sabato, responsabile naz. Osservatorio sulla Repressione del PRC-SE

Dopo che la politica ha legittimato i vertici della polizia, responsabili delle mattanze a Genova nel luglio 2001, con le promozioni degli imputati e il rifiuto della commissione d’inchiesta, il tribunale di Genova, con la sentenza emessa nella tarda serata di giovedì 13 novembre, li ha assolti anche dalle responsabilità penali ed ha legittimato l’immunità delle forze dell’ordine da qualsiasi reato. Il tribunale di Genova ha sentenziato che chi spacca una vetrina è stato punito con dieci anni di carcere (nel processo a 25 manifestanti, concluso in primo grado nel dicembre scorso), mentre i maltrattamenti e le torture sui detenuti a Balzaneto, la mattanza alla Diaz non hanno responsabili e mandanti .

Se la sentenza di luglio, relativa alle violenze e torture compiute dalle forze dell’ordine nei confronti di centinaia di giovani inermi all’interno della caserma di Bolzaneto, era sembrata un vero e proprio colpo di spugna, la sentenza riguardante la sanguinosa irruzione delle forze dell’ordine all’interno della scuola Diaz riesce a fare perfino di peggio assumendo il carattere di una vera e propria amnistia.

Nonostante nel corso del processo siano state dimostrate in maniera incontrovertibile le responsabilità degli agenti, sia per quanto riguarda le violenze gratuite nei confronti dei giovani che dormivano all’interno della scuola Diaz, sia in merito alla falsificazione delle prove consistenti in bombe molotov, picconi e spranghe portati sul posto dagli stessi poliziotti al fine di giustificare con l’inganno il proprio operato, la sentenza emessa dal Tribunale di Genova è di quelle da lasciare basito chiunque sia stato in grado di percepire la gravità degli accadimenti.

Mi piacerebbe sentir dire, da quei politici che un giorno sì e l’altro pure, disquisiscono di giustizia avendo in testa soltanto le immunità castali da una parte e la lotta alla microdelinquenza dall’altra, cosa pensano di questa vergognosa sentenza. Ma la politica, non da oggi, su Genova tace, e anche quando ha parlato non ha mai capito, e quando ha capito ha voluto archiviare, il valore paradigmatico che quei due scempi della Diaz e di Bolzaneto avevano e hanno per le sorti del nostro stato di diritto. Forza bruta contro legalità. Eccezione contro regola. Sospensione dei diritti fondamentali in uno spazio affrancato da ogni garanzia e ogni convenzione.

A Genova non fu questione di un po’ d’eccesso nella repressione di un movimento. A Genova fu sospeso lo stato di diritto, anzi, fu sperimentato che sospendere lo stato di diritto è possibile, senza che il potere politico sia chiamato a risponderne e senza che ne paghi alcuna conseguenza. Immunità per tutte le alte cariche dello Stato, conquistata sul campo molto prima che in parlamento.

Alla luce di questa sentenza che ha “graziato” i responsabili dei gravissimi fatti di sangue (ancora più gravi in quanto compiuti da coloro che dovrebbero far rispettare la legge) accaduti durante il G8 di Genova del 2001, non mi stupisce più di tanto constatare come il poliziotto Spaccarotella, responsabile dell’assassinio di Gabriele Sandri, avvenuto un anno fa all’interno del parcheggio di un autogrill, nonostante l’imputazione di omicidio non sia stato sospeso dal servizio e neppure abbia subito alcun procedimento disciplinare. Non resta che prendere coscienza del fatto che le forze dell’ordine, anche quando sbagliano, rispetto alla legge continuano a rimanere “più uguali” rispetti a tutti gli altri.

“Disoccupate le strade dai sogni ed arruolatevi nella polizia” cosi cantava Claudio Lolli dopo le giornate del marzo bolognese del 1977. E’ questo quello che ci vuole dire la sentenza di Genova. Ma si sbagliano se pensano di aver calpestato la nostra testardaggine per la verità e la giustizia. Le tragiche giornate del luglio 2001 rimarranno impresse dentro di noi. Lo schifo per questo potere ancora di più.


www.osservatoriorepressione.org

21 luglio 2008

Genova 2001 - Genova 2008

Come ogni anno, a partire dal 2002 una delegazione del Circolo PRC di Montecchio Emilia si è recata a Genova per partecipare ad una delle giornate organizzate in memoria di quanto accaduto nel luglio del 2001.

Per noi è sempre stato importante andare a Genova ma quest'anno lo è stato ancora di più perchè si stanno concludendo alcuni processi importanti (quello per le torture a Bolzaneto e quello per la mattanza alla scuola Diaz) con esiti a dir poco scandalosi.

Le condanne inflitte a polizia e carabinieri per le violenze sui manifestanti e per l'inaccettabile quanto immotivata sospensione dello stato di diritto di quei giorni, sono vergognose e oltraggiose per uno Stato che si vanta di essere democratico.

E proprio su queste sentenze ieri si è riflettuto con amarezza, ma con la voglia di non arrendersi e di non dimenticare.

Non vogliamo pensare che per Liberazione Genova sia il ritrovo di nostalgici traumatizzati e patetici che ogni anno vi si recano per rievocare le proprie sfighe (e le botte prese).

Genova è, insieme ad altri episodi (come il marzo 2001 a Napoli, l'omicidio a Ferrara di Aldrovandi) la negazione a tavolino del diritto, è violenza di Stato, è occultamento delle responsabilità delle forze dell'ordine in quanto corpo dello Stato; è il tentativo, riuscito, di alcune forze politiche di perseguire con metodi repressivi e fascisti chi si batte pacificamente contro un dilagante sistema omologante che ha come slogan: o con noi o contro di noi.

Genova è sicuramente anche molto altro e molto di più.

15 luglio 2008

A Bolzaneto una pagina nerissima, l'Italia è ancora una democrazia?

comunicato stampa - COMITATO VERITA' E GIUSTIZIA PER GENOVA

Un totale di "soli" 24 anni di pene per i maltrattamenti fisici e morali inflitti ai detenuti nella caserma di Bolzaneto è certamente poco, ma intanto il tribunale ha condannato 15 persone, fra agenti e personale sanitario, confermando che in quella caserma è stata scritta una delle pagine più nere nella storia recente delle nostre forze dell'ordine. Quel che emerge e spaventa è come il nostro paese considera le violazioni dei diritti fondamentali: un reato lieve e destinato alla prescrizione per i tribunali, niente di rilevante per la politica, incapace in questi anni di approvare una legge sulla tortura e di sospendere dal servizio i funzionari (spesso addirittura promossi!) imputati nei processi seguiti al G8 di Genova. A Bolzaneto furono commessi abusi inaccettabili: i maltrattamenti dei detenuti sono del tutto incompatibili con una democrazia. In questi anni è stato favorito in modo irresponsabile un clima di impunità. Alle forze politiche e al parlamento chiediamo: l'Italia è ancora una democrazia?


info: Lorenzo Guadagnucci 3803906573

Enrica Bartesaghi 3347271381

info@veritagiustizia.it - www.veritagiustizia.it


Rifondazione - La violazione dei diritti umani non sarà mai prescrivibile


PeaceReporter - G8: le divise impunite di Bolzaneto

Amnesty International
Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
Circolo "Lucio Libertini" Montecchio Emilia
prc.montecchio@gmail.com
Facebook: Prc Montecchio Emilia

Economia e Politica