"Esci partito dalle tue stanze, torna amico dei ragazzi di strada" Majakovskij

29 maggio 2009

La crisi è anche in Val d'Enza

Nonostante i dati riportati ieri all'assemblea organizzata dalla CGIL della Val d'Enza e che dimostrano come il nostro distretto sia in condizioni meno peggiori rispetto ad altri della Provincia, soprattutto perché a "reggere", per ora, sono soprattutto le aziende agro-alimentari e "del barattolo". Dobbiamo comunque constatare come in tutta la valle e a Montecchio precisamente, siano molti i lavoratori in cassa integrazione o espulsi dal mondo del lavoro e sui quali la crisi si è già da tempo abbattuta.

Inoltre, come noi sosteniamo da tempo e come anche la CGIL riconosce, questa si presenta come una crisi di sistema e non contingente e che, dunque, potrebbe perdurare molto altro tempo ancora. In realtà nessuno ha ancora visto la luce in fondo al tunnel e, senza voler essere catastrofici, temiamo per quello che potrebbe accadere dopo l'estate a
molti lavoratori.

Siamo in particolare preoccupati per le sorti di quei lavoratori le cui aziende versano in condizioni incerte e che già applicano la cassa integrazione a zero ore per tutti i lavoratori; siamo preoccupati per quei lavoratori le cui aziende hanno sedi all'estero (ad esempio nei paesi dell'est) perché potrebbero decidere di chiudere le sedi montecchiesi per de- localizzarsi altrove, lasciando a casa i lavoratori.

Questa situazione di crisi crea nuova povertà e crea nuovi bisogni ai quali anche le amministrazioni locali devono dare risposte credibili.
Rifondazione propone l'azzeramento delle tariffe per i servizi ai cittadini per tutti i lavoratori in difficoltà, propone l'attivazione di corsi di formazione e specializzazione per i lavoratori espulsi dal mondo del lavoro e per i precari, la promozione degli affitti a canone calmierato, l'incentivo all'apertura di spacci pubblici di beni di prima necessità a prezzi calmierati, ma, più in grande, per ricavare risorse da riservare al miglioramento dei servizi Rifondazione punta ad una riconversione ecologica dell'economia, che significa investire oggi sull'ambiente ottenendo così un doppio effetto, migliorare l'ambiente e avere risparmio a breve termine sulla spesa per le bollette, così da impiegare i soldi risparmiati come sostegno a tutti i lavoratori in casa integrazione, in mobilità e precari.

È necessario anche puntare sulla forza della nostra capacità di fare comunità; la solidarietà sociale e tra lavoratori è alla base di una comunità forte e capace, insieme, di attraversare meglio questo pesante periodo di crisi. È necessaria per questo attuare la rotazione per la cassa integrazione tra tutti i lavoratori e fare lavorare tutti, risultando così la crisi meno pesante per tutti.

24 maggio 2009

L'alternativa di sinistra a Montecchio

L'intervento di Rifondazione, a seguito della segnalazione del Carlino che annunciava la candidatura di un giovane di estrema destra “amico” di Casapound, ha innescato diverse reazioni, molte delle quali le abbiamo potute leggere direttamente sul nostro sito internet e non sono propriamente a favore della scelta dei dirigenti locali del partito e della loro “svista” sulle idee politiche del ragazzo.
Uno dei tanti navigatori ci scrive: ”Sconcertato per il fatto che un partito come il PD commetta una leggerezza che neppure il più ingenuo e incapace tra i politici riuscirebbe a commettere... Detto questo presumo che i dirigenti locali e provinciali del PD della vostra zona o sono veramente poco avvezzi alla politica oppure (dubbio atroce che mi sorge) hanno tentato in ultima analisi di fare uno sgambetto, anzi chiamiamolo "sgarro" che mi sembra il termine più corretto, al candidato sindaco del loro steso partito”.
Oggi leggiamo, sempre sul Carlino, che all'interno del Pd c'è qualche imbarazzo, qualche arrabbiatura, ma anche il tentativo di minimizzare, ovvero di nascondere la testa sotto la sabbia, magari sperando che in paese nessuno se ne accorga.
Sarà bene, al di là della facile propaganda che si può fare sulle spalle della lista di Colli, il quale speriamo si assuma almeno in parte la responsabilità dell'infausta scelta, fare alcune considerazioni.
La prima è che l'antifascismo non è un di più, un vezzo per una formazione politica che richiama nel suo stesso nome la parola democrazia, ma anzi dovrebbe essere un principio basilare, fondativo, essenziale. Perciò inserire un giovane di estrema destra all'interno di una lista democratica è una vera e propria offesa per tutti gli elettori, i simpatizzanti e iscritti di quel partito, molti dei quali sono anche iscritti all'ANPI (associazione nazionale partigiani), di più, molti di quel partito sono stati partigiani, il fascismo l'hanno combattuto in prima persona, magari perdendo amici e fratelli in battaglia. Per loro si può mai credere che l'antifascismo sia un'aggiunta vetero-nostalgica o forse è vera sostanza? Sostanza che divide, solca profondamente tra chi è o non è antifascista. Non a caso, anche se molti cittadini ancora lo ignorano, la vicenda non è rimasta all'interno dei confini politici reggiani, ma ha avuto una cassa di risonanza che è giunta fin sulla scrivania di Franceschini.
Ben lungi, dunque, noi voler offendere tutti quei cittadini che credono in quel “progetto democratico”, interpretato dal PD, e che credono in certi valori positivi; anzi, il nostro voleva essere un modo per far emergere una contraddizione profonda che c'è all'interno della dirigenza del partito a livello locale e portare ciò all'attenzione degli elettori, dei simpatizzanti e degli iscritti del PD.
Questi dirigenti locali non da ora inciampano sull'ABC della cultura e dei principi ispiratori del partito stesso.
Si ricorderanno i cittadini che ai tempi delle primarie, in febbraio, una ragazza di origini egiziane propostasi come volontaria per gestire le operazioni ai seggi allestiti per l'occasione fu letteralmente cacciata in malo modo in quanto avrebbe potuto, secondo i sostenitori di Colli, influenzare le preferenze utilizzando in lingua araba. Tale reazione fu decisamente lesiva dell'onestà della giovane.
Uno scivolone imbarazzante per chi dovrebbe inserire l'inclusione e l'integrazione tra i primi posti dei propri programmi.
Ma non è tutto. Seconda considerazione. Circa dieci giorni fa proponemmo un confronto pubblico tra i tre candidati sindaci (Riccò per Rifondazione, Colli per i Democratici Uniti e Reverberi per il centro destra), né Colli né Reverberi hanno risposto positivamente al nostro invito. Se le considerazioni sulla destra le lasciamo ad altra occasione, certamente da Colli ci aspettavamo tutt'altro atteggiamento dal momento che nel suo programma mette la partecipazione ad un punto zero, ovvero premessa essenziale e non rinunciabile. Ci chiediamo, ma quale partecipazione se evita di rispondere all'offerta di un'occasione come quella di un confronto pubblico offerto ai cittadini, massima espressione di democrazia e, appunto, partecipazione?
Terza ed ultima, ma ci sembrano già abbastanza quelle a carico dei dirigenti del PD e Colli, potenziale sindaco. La candidatura del giovane di destra che offende i sentimenti e le idee democratiche di iscritti ed elettori del PD, maturata all'interno della segreteria del partito sulla base di non ben chiare valutazioni.
Chi è avvezzo alla politica sa bene come si redige una lista di candidati e alcuni elementi di valutazione sono l'impegno del candidato sul territorio e potenziali competenze, nonché, ma pare fin troppo ovvio, la cultura politica del candidato. Tale elemento evidentemente è stato del tutto trascurato con una leggerezza che fa emergere, purtroppo, i ritardi e conflitti all'interno del gruppo dirigente locale del PD.
Detto questo, rimane il fatto che tra 15 giorni i cittadini di Montecchio saranno invitati a rinnovare sindaco e consiglio comunale, allora ci sembra opportuno che i cittadini sappiano chi sono gli attuali dirigenti che guidano il PD e che stanno portando il partito a compiere scelte non opportune politicamente.
L’alternativa c’è. Per chi è di sinistra, per chi non crede in questo progetto contraddittorio e ambiguo che si è dimenticato alcuni valori fondamentali della sinistra che è il PD di Montecchio, l’alternativa è Rifondazione Comunista, con un programma che ha radici salde proprio in questi valori e che affronta i problemi attuali con progetti concreti, innovativi e di grande cambiamento, che hanno come principale obiettivo la salute e il benessere di tutti cittadini.

20 maggio 2009

Nel PD di Montecchio, un candidato consigliere di estrema destra.

Dopo la notizia di ieri che segnalava nella lista del PD la presenza di un candidato consigliere di "estrema destra" possiamo dire con certezza che l'unica lista coerentemente antifascista nel progetto politico e nelle persone che la compongono è quella di Rifondazione Comunista; siamo gli unici che, senza ombra di dubbio, si richiamano chiaramente all'antifascismo e che, nonostante i più di 60 anni trascorsi dalla lotta di liberazione e a fronte di un becero revisionismo incalzante, tengono ancora alti e vivi i valori di giustizia sociale, libertà, uguaglianza e democrazia faticosamente conquistati dai partigiani e dalle loro lotte.
Pessimo risveglio ieri mattina, quando sulla prima pagina del Carlino scopriamo che uno dei candidati consiglieri del PD (indipendente finché vogliamo, ma pur sempre all'interno di una lista che si definisce "democratica"), non solo si dichiara di estrema destra, ma ad un'indagine più approfondita sulle pagine di Facebook – un social network molto utilizzato –, risulta "amico" di Casapuond: ovvero un CENTRO SOCIALE NEOFASCISTA.
Siamo sconcertati di fronte all'incapacità del Partito Democratico di escludere dalla propria lista candidati che non credono nella democrazia e che si rifanno agli ideali del fascismo. Il candidato sindaco Colli, quando vi fu qualche mese fa l'assemblea della sezione A.N.P.I. di Montecchio, pensava forse di poter conciliare tranquillamente l'analisi e la proposta sullo stato dell'antifascismo oggi "ma anche" di candidare un ragazzo che si riconosce nelle idee e nei metodi di Casapound?
Del MA ANCHE ci siamo stufati! Che il PD abbia il coraggio di prendere ora una posizione chiara nei confronti dei cittadini di Montecchio. O si è fascisti o si è antifascisti: non ci sono terze vie (di fuga).
Di fronte a questi episodi riconosciamo quanto sia ampio il solco che separa Rifondazione, l'unica lista, a Montecchio, antifascista e di sinistra, dal PD: nello statuto del PD, nei primi 10 principi, manca del tutto ogni riferimento all'antifascismo. Sarà pure una semplice formalità, ma per noi è qualcosa di più e su questo gli elettori di sinistra debbono riflettere.
Ci preoccupa questa scelta di candidare un ragazzo di "estrema destra". Questa ci sembra la mancanza di una identità politica precisa, ma soprattutto di alcuni che del PD sono i "nuovi" dirigenti e che denota un vuoto di ideali chiari nei quali riconoscersi che sfocia in una propaganda ipocrita tesa solo ad accaparrarsi più voti possibile, da qualunque parte essi arrivino.
Esprimiamo, infine, grande preoccupazione quando sentiamo che uno degli obiettivi del candidato in questione sarebbe quello di contribuire a costruire una consulta e un ufficio giovani. Non saremmo di certo tranquilli, se Colli vincesse le elezioni Comunali, sapendo che i giovani di Montecchio potrebbero risentire del vento gelido portato dall'"estrema destra".

17 maggio 2009

Ocse, dati sui salari scioccanti colpa delle politica antioperaria del Governo Berlusconi

E’ veramente scioccante, anche se lo ripetiamo inascoltati da mesi, che gli stipendi italiani sono talmente bassi da porsi tra i più bassi di tutti i paese dell’Ocse, classifica che ci colloca al 23/o posto sui 30 paesi dell’Ocse. Buste paga più pesanti si registrano non solo in Gran Bretagna, Stati Uniti, Germania, Francia, ma anche in Grecia e Spagna. Se mai ci fosse stato bisogno di altri riscontri, oggi risulta evidente come la politica antioperaia e di compressione di salari e pensioni operata dal governo Berlusconi sta dando i suoi frutti. E’ quella politica che produce stipendi bassi, riduzione dello stato sociale come del contratto nazionale di lavoro, favori a banche e banchieri, grandi industrie e imprenditori amici. Riproponiamo l’unica misura seria: tassare i ricchi, alzando le aliquote, introducendo la patrimoniale e la tassa di successione, per aumentare stipendi e pensioni. Il resto sono solo chiacchiere.

14 maggio 2009

Rifondazione invita gli altri candidati sindaci ad un confronto pubblico

È la proposta di Rifondazione per consentire a tutti i cittadini di Montecchio di poter valutare le proposte dei tre candidati sindaco, Giorgia Riccò per Rifondazione Comunista, Paolo Colli per Democratici Uniti – La tua Montecchio e Daniele Reverberi per la lista di centro-destra che riunisce Pdl, Udc e Lega, che si presenteranno alle prossime elezioni del 6 e 7 giugno.
L’idea è quella di mettere a confronto i tre candidati la stessa sera su alcuni temi che siano estremamente importanti per Montecchio.
Dice Giorgia Riccò: “Sono pronta a confrontarmi pubblicamente con Colli e Reverberi affinché tutti i cittadini possano sentire, nella stessa occasione e direttamente dai noi candidati, le proposte in campo a proposito di alcuni temi che spero di poter concordare appena sapremo se la nostra proposta è stata accettata da Colli e Reverberi”.
Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
Circolo "Lucio Libertini" Montecchio Emilia
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