"Esci partito dalle tue stanze, torna amico dei ragazzi di strada" Majakovskij

11 maggio 2009

Presentazione di alcuni punti di programma di Rifondazione Comunista

Dopo due importanti iniziative, quella sul territorio e quella legata all'accoglienza e al rapporto con i migranti, la presentazione della candidata alla carica di sindaco Giorgia Riccò e della lista dei candidati consiglieri, viene il tempo di entrare più specificatamente nel merito delle proposte che GiustificaRifondazione Comunista ha inserito nel programma con il quale si presenterà alla prossime elezioni amministrative di giugno. Un programma che prima di tutto si qualifica per i valori che animano da sempre il partito e che ne sono la base ideologica: l'antifascismo, la difesa della libertà, della giustizia sociale e dell'uguaglianza. Sulla base di questi valori ha preso corpo un programma ampio che tiene conto della complessità del territorio montecchiese a partire dalla profonda crisi economica che, anche in Val d'Enza, ha già creato parecchie situazioni di profondo disagio per centinaia di lavoratori in cassa integrazione o espulsi dal mondo del lavoro in quanto precari. Per dare sostegno ai lavoratori in difficoltà e alle loro famiglie noi proponiamo l'applicabilità immediata del ricalcolo delle tariffe dei servizi comunali per tutti i lavoratori in momentanea difficoltà; la creazione di un fondo a sostegno della locazione e del pagamento delle rate di mutuo per le famiglie in maggior difficoltà; il censimento delle abitazioni sfitte da tempo e il loro reinserimento sul mercato attraverso l'applicazione di canoni di affitto equi e calmierati; una maggior cooperazione con tutte quelle associazioni di volontariato che si occupano della gestione di certe fasce della popolazione, quelle di norma più deboli, come anziani, disabili, minori, sofferenti psichici…e in ultimo, ma non meno importante, l'avvio di spacci popolari per i beni di prima necessità a prezzi calmierati. Di certo non pensiamo di attuare proposte retrograde che recuperano vecchie forme patriarcali, promuovendo asili aziendali, che ghettizzano i bambini e non garantiscono loro la qualità didattica offerta dal servizio pubblico e, inoltre, in questo periodo in cui le aziende chiudono non riusciamo proprio ad immaginare il proliferare di questo tipo di servizio, e, men che meno, pensiamo di rinchiudere le donne in casa a fare le baby-sitter ai figli degli altri.

Queste non sono proposte che contribuiscono a risolvere i problemi creati dalla crisi economica, ma affondano in quell'idea della donna a servizio esclusivo della famiglia (come invece è stato proposto di recente dalla lista del centro-destra).
Un passo indietro di 100 anni che non ci trova d'accordo; ben vengano, invece, la promozione di corsi di formazione o specializzazione che aiutino le donne ad integrarsi in posti di lavoro che concorrano a rendere le donne autonome dal punto di vista economico ed emancipate dalle sole pratiche legate alla vita famigliare e domestica.
Per sostenere i lavoratori in questa fase di crisi economica, che si presenta lunga e pesante e che mette a nudo l'ingiustizia del capitalismo, sono necessarie molte risorse, che certamente non arriveranno dallo Stato, visti i profondi tagli a discapito degli Enti Locali attuati dal governo di destra. Ciò sarà dunque un grande problema per gli amministratori futuri.
Ciò rappresenterà una grande sfida per gli amministratori futuri.
Noi pensiamo che sia fondamentale anche investire sull'ambiente oggi. Investire nel risparmio energetico, nella costruzione di impianti che sfruttano energia da fonti rinnovabili, rivolgendosi ad una ESCo (Energy Service Company) ovvero una società che si incarica di redigere un progetto che individui metodi per risparmiare sul consumo di energia, essendo specializzata in interventi nel settore dell'efficienza energetica e che si rifinanzia con il risparmio ottenuto sulle bollette, permettendo quindi al Comune di non spendere nulla per il progetto e la messa in opera degli interventi.
In sostanza si tratta di fare meno cassa con gli oneri di urbanizzazione derivanti da troppa espansione edilizia, che peggiora la qualità della vita dei cittadini per l'insostenibile incremento demografico, per il peggioramento della qualità ambientale, per l'insufficienza progressiva di qualità e quantità di servizi erogati, ricavando risorse, invece, investendo sul risparmio energetico e su impianti che sfruttino energia da fonti rinnovabili, in primis per edifici pubblici. Gli investimenti nel breve/medio termine rientrano sotto forma di risparmio creando dunque risorse da destinare ai servizi al cittadino e per il sostegno ai lavoratori in difficoltà e migliorando la qualità dell'ambiente in cui vive la comunità.
Queste sono solo alcune proposte contenute nel programma di Rifondazione, che prende in esame molti altri interventi a proposito di stato sociale, di integrazione, di aggregazione, di scuola e cultura e di volontariato.

10 maggio 2009

Mi vergogno di essere italiano.

di Massimiliano Vigo - componente del Direttivo di Circolo

L'elemosina per le strade di Bergamo si può fare a patto, però, che il mendicante non stia per più di un'ora nella stessa via e che non mostri un cane più piccolo di sei mesi.

Ormai la fantasia di certi amministratori pubblici non ha più confini: in questa Italia distrutta dalla crisi economica, in balia di un governo fascista e razzista, dove si mostra più interesse per le battutacce da “vero macho” del nostro presidente, dei suoi amorazzi, delle sue separazioni e divorzi piuttosto che per le migliaia e miglia di cassaintegrati, di licenziati e di precari, siamo arrivati a istituzionalizzare il mendicante con il disco orario o con il tassametro al quale va aggiunto anche un documento di identificazione per il cane.

Non solo, a Milano qualcuno pensa anche di resuscitare la cara e vecchia apartheid sulle linee metropolitane con vagoni per immigrati e donne!

Mi vergogno di essere italiano.

Buon successo dell'iniziativa di presentazione del libro "Lavavetri. Il prossimo sono io"

Giovedì 7 maggio presso il bar trattoria 10 di via Landini a Montecchio Emilia, il circolo cittadino del PRC L. Libertini ha organizzato una cena-dibattito per promuovere la presentazione del libro " Lavavetri. Il prossimo sono io".
Oltre all'autore Lorenzo Guadagnucci, giornalista del resto del Carlino erano presenti Stefano Galieni responsabile Nazionale Dipartimento Immigrazione del PRC-SE e Vainer Burani esponente di Giuristi Democratici; coordinatore della serata Gianfranco Fontanili del Comitato Politico regionale del PRC-SE.
Il libro prende spunto dall'ordinanza del sindaco di Firenze per impedire l'attività dei lavavetri ai semafori cittadini, per fare una disamina di tutte quelle situazioni in cui si cerca attraverso la normativa di "porre un freno" a tutte quelle attività svolte dagli immigrati, dai Rom, dai senzatetto e comunque da quelle fasce sociali che vivono situazioni di emarginazione, che vengono vissute o meglio percepite come pericolose o indecorose per il comune cittadino e per la città stessa.
Nel corso del dibattito e degli interventi che si sono susseguiti è stato più volte sottolineato il fatto che la cosiddetta sinistra, guidata dal PD, che dovrebbe avere nel proprio DNA il concetto della difesa dei diritti umani, dell'accoglienza e dell'antirazzismo stia invece promuovendo una politica di appoggio diretto o indiretto a quelle iniziative volte a dar vita ad azioni persecutorie e di intolleranza nei confronti di chi in un modo o in un altro è "diverso" dal percepito comune.
Dall'altra parte invece si assiste alla appropriazione ideologica e populista di questi fenomeni; da una parte la destra sociale che, come il presidente della camera Fini, fa ammenda per le politiche xenofobe e razziste condotte negli ultimi anni dalla istituzioni italiane, dall'altra la destra più oltranzista e razzista che appoggia incondizionatamente scelte dissennate quali il respingimento dei migranti in dispregio delle leggi internazionali e delle disposizioni comunitarie in materia .

06 maggio 2009

Prigionieri nella guerra di Bush

di Raniero La Valle

La bambina afghana uccisa a Herat è un segnale potente, perché nella sua forza simbolica ed evocativa non induce solo alla pietà, ma alla decisione: la decisione sulla guerra in generale, e sulla guerra in Afghanistan in specie. Dicono che è stato solo un incidente, che è scattato quando i due veicoli si venivano incontro; ma ci vuole la guerra perché uno scontro tra veicoli abbia le forme di uno scontro a fuoco, e anzi, come già accadde per Calipari, di un tiro al bersaglio.

Dicono che non è stato fatto apposta, ed è certo; e anzi - ci tengono a precisare i comandanti - sono state seguite tutte le procedure: ma ci vuole una guerra, e un esercito in terra straniera, perché regole scrupolose e procedure ben osservate portino a far morire col viso spaccato i bambini, e a spedire insanguinata tutta una famiglia che viaggia in automobile all`ospedale.

Proprio perché è stato solo un incidente, proprio perché sono state osservate le appropriate procedure, la tragedia di Herat dice che la presenza militare straniera in Afghanistan è di per sé letale, è di per sé fonte di disordine, di paura e di dolori, e perciò è in contraddizione con tutte le motivazioni virtuose che i nostri governi hanno dato di una missione militare che sarebbe stata mandata lì per il bene supremo del popolo afghano.

La decisione da prendere è che il solo modo di aiutare l`infelice popolo afghano è di togliergli la guerra e l`invasione. Rimarrebbero i talebani? E chi ha mai avuto un progetto serio per allontanarli? In effetti la premessa di ogni sana decisione sarebbe oggi di riconoscere la vera motivazione della guerra, che è stata una vendetta per 1`1 1 settembre: Bush ne aveva bisogno, per non vedere naufragare sul nascerei il sogno del "nuovo secolo americano: niente di razionale in ciò, la vendetta non è una politica, eppure tutti gli sono andati dietro, a cominciare dal nostro stolido governo. Se ora si vul correggere la deriva in atto, bisogna risalire fin lì, per ripartire in tutt`altra direzione.

È chiaro che non è una cosa che possiamo fare noi; ma dovrebbe farlo.l`Europa, e farlo fare agli Stati Uniti, nel quadro di un`alleanza non più succube e complice, ma responsabile e creativa. La situazione oggi è rovesciata. Bush aveva bisogno della guerra, prima in Afghanistan, poi in Iraq, per andare avanti col progetto di ordine imperiale mondiale concepito dalla destra americana che lo aveva messo al potere. Obama invece trova neli`invasione deli`Iraq e nella guerra afgana l`ostacolo principale per poter perseguire il suo progetto opposto di un mondo ricomposto nella multilateraiità, nel rispetto reciproco e nel diritto.

Ma se Barak Obama sembra aver trovato la forza per il ritiro dall`Iraq e per la chiusura di Guantanamo. è invece prigioniero nel campo minato dell`Afghanistan e non può uscirne senza giocarsi tutto, ragione per cui ha preso su questo punto la posizione più arretrata fra tutte quelle assunte finora. Ma è proprio qui che potrebbe incontrare l`Europa, un`Europa che ritrovasse una sua vera funzione mondiale, non più nel dominio ma nell`alta lezione civile di una ricerca in comune di un ordine di pace. Questa Europa dovrebbe essere la sponda privilegiata del tentativo di rinnovamento del presidente americano e offrirgli partnership e aiuto nella sua lotta contro le potenti forze, interne ed esterne all`America, che vorrebbero fermarlo.

Esse si oppongono al disegno neo-wilsoniano di Obama, perché preferiscono, per possederlo, il mondo selvaggio di prima, e anzi di adesso. I1 mondo selvaggio di oggi non è solo quello nel quale i bambini sono uccisi dai bravi soldati. È anche quello in cui prosperano i talebani, e tutti i signori della guerra, e i governanti corrotti, e i miscredenti integralisti e misogini che oggi affliggono l`Afghanistan. Ma una forte leadesrhip morale, di un`America credibile e di un`Europa solidale, potrebbe far avanzare, assai più rapidamente che con le armi, l`alternativa della laicità e del diritto.

04 maggio 2009

Presentazione del libro "LAVAVETRI. Il prossimo sono io"


Giovedì 7 Maggio alle 21
Bar Trattoria 10
Via Landini, 37 - Montecchio Emilia

Intervengo

Lorenzo GUADAGNUCCI - Giornalista del Resto del Carlino e autore del libro

Stefano GALIENI - Resp. Naz. Dipartimento Immigrazione del PRC-SE

Vainer BURANI - Giuristi Democratici

Introduce e modera

Gianfranco FONTANILI - Comitato Politico Regionale del PRC-SE

Durante la presentazione sarà possibile cenare
Menu fisso 15 €
Per informazioni e prenotazioni: montecchio@rifondazione.re.it oppure 348 17 28 077
Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
Circolo "Lucio Libertini" Montecchio Emilia
prc.montecchio@gmail.com
Facebook: Prc Montecchio Emilia

Economia e Politica