"Esci partito dalle tue stanze, torna amico dei ragazzi di strada" Majakovskij

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27 aprile 2009

Ribadiamo la nostra contrarietà alla fusione Iride-Enìa

Dichiarazione di Nando Mainardi - segretario Prc Emilia-Romagna

Ribadiamo la nostra contrarietà alla fusione Iride-Enìa. Certamente rappresenta un fatto positivo che – in queste settimane – si sia riproposto il nodo della maggioranza in mano pubblica a partire dallo statuto. Come pure riteniamo utili le proposte di Cgil, Cisl e Uil dell'Emilia-Romagna, ribadite in questi giorni, riguardanti gli investimenti sulle reti e sugli impianti, un forte controllo sugli appalti e la partecipazione dei lavoratori. Ma questi diversi elementi non modificano il dato di fondo: la fusione Iride-Enìa rappresenta un significativo passo verso il rafforzamento delle politiche di privatizzazione dei beni comuni e di finanziariazzazione che in questi anni hanno fallito. Se si sceglie la Borsa, non si sceglie nè la qualità nè il territorio. E' per questo che Rifondazione Comunista nei Comuni dell'Emilia-Romagna ha votato contro tale prospettiva.
E' per questo che continuiamo e continueremo a proporre la gestione pubblica e territoriale di beni strategici quali energia, acqua, rifiuti.

20 gennaio 2009

Ferrero su Enìa 22 Gennaio 2009

La fusione Iride-Enìa va verso una trasformazione societaria le cui conseguenze saranno molto rilevanti per i cittadini, i lavoratori delle aziende interessate e per l’ambiente.

I Comuni vedranno fortemente ridotto il loro poteri di indirizzo, programmazione e controllo.
La finalità di questa aggregazione e privatizzazione sarà quella, come si legge nei documenti, di “creare valore per gli azionisti”.

La fusione Iride-Enìa porterà un aumento delle bollette per i cittadini, il peggioramento delle condizioni dei lavoratori e danni all’ambiente per garantire il business agli azionisti.

Per creare valore per gli azionisti, la società farà tutto il possibile per ridurre i costi di gestione, in particolare il costo del lavoro. Quindi si assisterà ad un peggioramento generale delle condizioni dei lavoratori.

E per fare business la società punterà su interventi molto redditizi ma pesanti sul piano ambientale, come la massimizzazione della produzione di energia, di distribuzione di gas, di consumi di acqua e di incenerimento rifiuti per fare business. L’ambiente e le sue risorse saranno intese unicamente come occasione di guadagno.

Noi proponiamo che si faccia un vero e proprio piano industriale e si operi perchè la nuova società orienti tutte le risorse per le energie rinnovabili, il riutilizzo dei materiali post consumo invece di bruciare i rifiuti, per mantenere l'acqua come bene comune. Abbiamo decine di proposte in questo senso per una nuova industria ecocompatibile.

Per ultimo la questione morale : l'esposto alla procura della Repubblica sulla compravendita di azioni da parte del presidente di Enìa o di altri amministratori sta nella linea politica già enunciata da Enrico Berlinguer, la questione morale. Oggi diciamo basta al bipolarismo degli affari.


Per questo avremo la presenza di Paolo Ferrero
Segretario Nazionale del PRC-SE
il 22 gennaio all’hotel Astoria


02 gennaio 2009

Stop su Iride-Enia per rilanciare pubblico e partecipazione e ripartire dal territorio

di Nando Mainardi - segretario regionale Prc Emilia-Romagna

È opportuno un ripensamento sull'aggregazione Iride-Enìa anche da parte dei Comuni della nostra regione coinvolti in questo processo.
Nei giorni scorsi è emersa pubblicamente la richiesta di uno "stop" e, a quanto pare, di un rallentamento da parte dei Comuni di Genova e Torino per ragioni di carattere unicamente economico-finanziario.
Nelle attuali condizioni, in particolare dopo il calo del valore dei titoli quotati in Borsa delle multiutilities, l'operazione non sarebbe più economicamente conveniente per Iride.
Ancora una volta i temi della qualità dei servizi, del rapporto con i territori, dell'accessibilità delle tariffe, della tenuta dei livelli occupazionali sono assenti dall'agenda politico-istituzionale.
Tra l'altro nei consigli di alcuni Comuni dell'Emilia-Romagna verranno discussi nei prossimi giorni lo statuto e i patti parasociali relativi ad un'operazione - l'aggregazione Iride-Enìa appunto - di cui a questo punto non si conoscono nè il destino nè le condizioni.
È per questo opportuno e necessario un ripensamento che metta al centro il rilancio dei servizi pubblici locali e il rilancio di una prospettiva regionale.
È necessario che avvenga ciò che non è avvenuto fino ad ora: una discussione ed un confronto che coinvolga i Comuni dell'Emilia-Romagna, le forze politiche e sociali, i cittadini, i lavoratori. Le divisioni che attraversano il Partito Democratico emiliano-romagnolo su questo fronte dovrebbero far riflettere.
Anche Rifondazione Comunista chiede perciò uno stop, ma per ripartire dal rilancio del pubblico e della partecipazione.

21 dicembre 2008

Sulla fusione IRIDE-ENIA

In questi giorni sono apparsi sui giornali locali molti articoli riguardanti la fusione ENIA- IRIDE e le relative ricadute politiche dovute al voto contrario in consiglio comunale a Reggio da parte del PRC che subito dopo è stato “estromesso” dalla maggioranza.
Non vogliamo assolutamente riprendere tutta una serie di discorsi tecnici che già sono stati egregiamente sviscerati, discussi e commentati e tanto meno fare ulteriori commenti politici legati alla decisione unilaterale del Sindaco di Reggio Emilia di chiudere la collaborazione con il nostro partito a causa di una chiara e netta presa di posizione contraria ad una gestione di tipo privatistico di una serie di servizi di carattere essenzialmente pubblico.

Vorremmo porre, invece, l’accento sulle ricadute che certe decisioni potrebbero avere sul fruitore dei futuri servizi ENIA-IRIDE.

Con il venir meno dei patti para-sociali (nella migliore delle ipotesi tra 5 anni) il nascente gruppo quasi sicuramente perderà la maggioranza della compartecipazione pubblica per lasciare spazio ad una maggioranza di azionisti privati. La privatizzazione ha sempre significato per una azienda la ricerca di un miglior e massimo profitto a discapito del servizio offerto e delle tariffe applicate.
In pratica per il cittadino-utente si tratterà di pagare tariffe più alte per gli allacciamenti, di pagare di più le bollette di utenza, di dover confrontarsi con una azienda privata che ha necessità e modi di gestire il cliente finale in maniera completamente diversa dall’azienda pubblica o a maggioranza pubblica.

La fusione tra le due aziende, inoltre, rischia anche di portare ad un “ridimensionamento” del personale tecnico che, come in molte aziende private, verrà in parte sostanziale sostituito da lavoratori interinali, da cooperative o da aziende in appalto. In questo modo non solo si perderanno posti di lavoro, cosa di per sé gravissima e intollerabile in un periodo di crisi, ma verrà persa e dispersa anche l’esperienza e la capacità lavorativa di personale difficilmente sostituibile da nuove identità lavorative.

Non dimentichiamo poi che tra i tanti servizi offerti dal nascente gruppo c’è anche quello della gestione e distribuzione dell’acqua potabile, un bene naturale e da sempre a disposizione di tutti e che noi riteniamo assolutamente primario e non subordinabile ad alcun tipo di alienazione.

Resta dunque ferma l'opposizione del PRC di Montecchio a qualsiasi operazione in tal senso. La nostra opposizione vuole però essere, anche in questo caso, non sterile ma costruttiva. Per questa ragione presenteremo in consiglio comunale emendamenti e ordini del giorno volti ad indirizzare le decisioni nella direzione sopra esposta.

Emendamenti e OdG presentati nel Consiglio Comunale di Montecchio:

Emendamento allo Statuto

Emendamento ai Patti Parasociali


Ordine del Giorno su Enia
Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
Circolo "Lucio Libertini" Montecchio Emilia
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Economia e Politica