Ieri a Morfasso, in provincia di Piacenza, è stato inaugurato un Museo della Resistenza. Erano presenti tantissime persone, tra cui molte ragazze e molti ragazzi, a dimostrare – una volta di più – che il 25 aprile sa parlare efficacemente anche alle nuove generazioni. Come pure erano presenti l'Anpi e numerosi amministratori locali. Nel corso della cerimonia è però avvenuto un episodio inquietante: le forze dell'ordine presenti si sono avvicinate e hanno chiesto i documenti a due militanti della sinistra di alternativa, "colpevoli" di sventolare una bandiera rossa con l'immagine di Che Guevara. Questo episodio è un "sintomo" preoccupante del 25 aprile pacificato e neutralizzato che la destra di Berlusconi vuole riscrivere, fino a volerlo trasformare in una fantomatica "festa della libertà". Anche per questo la reazione di gran parte dei presenti – che hanno contestato l'intervento dei carabinieri – è stata una risposta salutare. Noi contrastiamo e contrasteremo ogni tentativo di "revisionare" il 25 aprile e la Resistenza, e ogni tentativo di mettere in unico calderone i partigiani e i nazi-fascisti. Un pò ovunque – in questi giorni – sono sventolate le nostre bandiere rosse. Le riporteremo nelle piazze e nelle manifestazioni il primo maggio.
28 aprile 2009
Incredibile: identificati dalle forze dell'ordine perchè sventolavano una bandiera rossa il 25 Aprile
Ieri a Morfasso, in provincia di Piacenza, è stato inaugurato un Museo della Resistenza. Erano presenti tantissime persone, tra cui molte ragazze e molti ragazzi, a dimostrare – una volta di più – che il 25 aprile sa parlare efficacemente anche alle nuove generazioni. Come pure erano presenti l'Anpi e numerosi amministratori locali. Nel corso della cerimonia è però avvenuto un episodio inquietante: le forze dell'ordine presenti si sono avvicinate e hanno chiesto i documenti a due militanti della sinistra di alternativa, "colpevoli" di sventolare una bandiera rossa con l'immagine di Che Guevara. Questo episodio è un "sintomo" preoccupante del 25 aprile pacificato e neutralizzato che la destra di Berlusconi vuole riscrivere, fino a volerlo trasformare in una fantomatica "festa della libertà". Anche per questo la reazione di gran parte dei presenti – che hanno contestato l'intervento dei carabinieri – è stata una risposta salutare. Noi contrastiamo e contrasteremo ogni tentativo di "revisionare" il 25 aprile e la Resistenza, e ogni tentativo di mettere in unico calderone i partigiani e i nazi-fascisti. Un pò ovunque – in questi giorni – sono sventolate le nostre bandiere rosse. Le riporteremo nelle piazze e nelle manifestazioni il primo maggio.
27 aprile 2009
Ribadiamo la nostra contrarietà alla fusione Iride-Enìa
Ribadiamo la nostra contrarietà alla fusione Iride-Enìa. Certamente rappresenta un fatto positivo che – in queste settimane – si sia riproposto il nodo della maggioranza in mano pubblica a partire dallo statuto. Come pure riteniamo utili le proposte di Cgil, Cisl e Uil dell'Emilia-Romagna, ribadite in questi giorni, riguardanti gli investimenti sulle reti e sugli impianti, un forte controllo sugli appalti e la partecipazione dei lavoratori. Ma questi diversi elementi non modificano il dato di fondo: la fusione Iride-Enìa rappresenta un significativo passo verso il rafforzamento delle politiche di privatizzazione dei beni comuni e di finanziariazzazione che in questi anni hanno fallito. Se si sceglie la Borsa, non si sceglie nè la qualità nè il territorio. E' per questo che Rifondazione Comunista nei Comuni dell'Emilia-Romagna ha votato contro tale prospettiva.
E' per questo che continuiamo e continueremo a proporre la gestione pubblica e territoriale di beni strategici quali energia, acqua, rifiuti.
02 gennaio 2009
Stop su Iride-Enia per rilanciare pubblico e partecipazione e ripartire dal territorio
È opportuno un ripensamento sull'aggregazione Iride-Enìa anche da parte dei Comuni della nostra regione coinvolti in questo processo.
Nei giorni scorsi è emersa pubblicamente la richiesta di uno "stop" e, a quanto pare, di un rallentamento da parte dei Comuni di Genova e Torino per ragioni di carattere unicamente economico-finanziario.
Nelle attuali condizioni, in particolare dopo il calo del valore dei titoli quotati in Borsa delle multiutilities, l'operazione non sarebbe più economicamente conveniente per Iride.
Ancora una volta i temi della qualità dei servizi, del rapporto con i territori, dell'accessibilità delle tariffe, della tenuta dei livelli occupazionali sono assenti dall'agenda politico-istituzionale.
Tra l'altro nei consigli di alcuni Comuni dell'Emilia-Romagna verranno discussi nei prossimi giorni lo statuto e i patti parasociali relativi ad un'operazione - l'aggregazione Iride-Enìa appunto - di cui a questo punto non si conoscono nè il destino nè le condizioni.
È per questo opportuno e necessario un ripensamento che metta al centro il rilancio dei servizi pubblici locali e il rilancio di una prospettiva regionale.
È necessario che avvenga ciò che non è avvenuto fino ad ora: una discussione ed un confronto che coinvolga i Comuni dell'Emilia-Romagna, le forze politiche e sociali, i cittadini, i lavoratori. Le divisioni che attraversano il Partito Democratico emiliano-romagnolo su questo fronte dovrebbero far riflettere.
Anche Rifondazione Comunista chiede perciò uno stop, ma per ripartire dal rilancio del pubblico e della partecipazione.
18 novembre 2008
Liberafesta 2008
21-22-23 Novembre
Parco Marastoni
San Polo d'Enza
Venerdì 21
alle 20:30 Dibattito: Scuola e università: dove stiamo andando e dove vorremmo andare.
a seguire concerto di Rocco La Guardia
Sabato 22
alle 21 Dibattito: Fascismi di ieri e di oggi. Presentazione del libro il sangue dei vincitori
a seguire concerto di Fabrizio Varchetta
Domenica 23
alle 17 concerto degli Emily County Folk
alle 19 Dibattito: Rifondazione Comunista: Teoria e prassi
Venerdì Gnocco Fritto e Tortelli
Sabato e Domenica Gnocco Fritto e Ristorante
Per info 348 17.28.077
Scarica il volantino
15 aprile 2008
Risultato negativo per “La Sinistra l’Arcobaleno”
L’offensiva che punta alla ridefinizione del sistema politico, istituzionale ed elettorale in senso bipolare - ancor più che bipartitico - e nella direzione dell’americanizzazione è profonda e di prospettiva. La destra in particolare esce rafforzata da questo voto.
Il rischio concreto che corriamo è la restrizione del perimetro della politica e di una sua subalternità ancora più spinta ai poteri economicamente e socialmente forti.
Noi ripartiamo dall’opposizione politica e sociale – in un contesto che vedrà Berlusconi e Veltroni sempre di più compatibili tra loro e dialoganti sulle grandi questioni aperte – e da qui lavoreremo per ricostruire un nesso da sinistra tra politica e società.
Ora deve aprirsi una discussione nel Prc e a sinistra che indaghi a fondo le ragioni di questo risultato e si esprima su come proseguire il percorso unitario e plurale.
E’ necessario un confronto partecipato, orizzontale e includente rivolto a tutti coloro che vogliano costruire in Italia un’alternativa anticapitalista, ambientalista, pacifista, laica e femminista.
Circolo "Lucio Libertini" Montecchio Emilia
prc.montecchio@gmail.com